Ifantria americana, insetto parassita

di Valentina

Avete presente quella sorta di larve piene di “spini” che ogni tanto trovate in giardino o nelle vicinanze di alberi da frutto? Se non avete pini o conifere nelle vicinanze vi siete senza dubbio imbattuti nell’Ifantria americana.

Sotto questo curioso nome si cela un insetto, in particolare un lepidottero tra i più attivi nel corso dell’estate, in particolare da giugno ad agosto, momento nel quale diverse generazioni si incrociano mettendo a dura prova la resistenza del fogliame di latifoglie, dupracee, alberi da frutto e piante ornamentali. Gelso, vite, noce: tutti esemplari di flora in pericolo quando questo insetto infesta i loro rami con vigore. L’Hyphantria cunea è un lepidottero defogliatore, dalla polifagia molto sviluppata, arrivata in Europa negli anni quaranta e man mano diffusosi nei decenni successivi in tutti i suoi paesi. L’Italia è stata particolarmente colpita dall’infestazione di questo insetto nel corso degli anni ’80, fattore che ha portato agronomi ed esperti a mettere a punto delle vere e proprie strategia di lotta.

Questi insetti nella loro forma adulta sono delle farfalle dall’apertura alare di 2,5-3,8 cm con ali di colore bianco o bianco punteggiate di nero. Le uova sono facilmente riconoscibili perché di colore verde chiaro e deposte nella pagina inferiore delle foglie. Allo stesso modo è possibile identificare il loro stadio larvale: quello giovane dà vita ad esemplari di colore giallastro con una doppia fila di punti nerastri lungo il corpo mentre quelle mature sono pelose, di colore brunastro con file longitudinali di tubercoli nerastri dai quali nascono ciuffi di peli chiari o scuri. Due fasce longitudinali giallastre. Ai lati completano il quadro.

E’ la polifagia larvale dell’Ifantria a renderla pericolosa per la pianta: sono in grado infatti di defogliarla completamente sottoponendola quindi ad un forte stress che la porta a germogliare nuovamente in un momento dove l’acqua scarseggia e le temperature sono troppo alte. La lotta contro questo insetto è a tutto campo: meccanica distruggendo i nidi che l’ifantria costruisce per la deposizione delle uova; chimica attraverso degli specifici insetticidi e biologica attraverso i suoi antagonisti naturali come il virus della granulosi, in attesa di poter “importare” con successo insetti in grado di abbatterla.

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