Lavori di ottobre: mettere a dimora le primule

di Valentina

La stagione autunnale è il periodo adatto per diverse messe a dimora. Tra i lavori di ottobre, possiamo trovare anche la messa a dimora della primula. Per chi non lo sapesse, la primula è una pianta erbacea molto piccola, ma dai fiori davvero colorati. Appartiene al genere omonimo, il quale può contare su almeno 50 specie. Sapevate che il suo nome deriva dal termine latino che indica “primo” e quindi indica una fioritura molto precoce?

Questa pianta è una tra le prime a fiorire appena l’inverno inizia a lasciare il passo a temperature più calde.  Spontanea in molte zone europee, la primula è un fiore talmente apprezzato da essere coltivato sia come pianta da terrazzo in vaso, sia in alcuni casi come fioritura importante per aiuole, al fine di creare giochi di colore. Si adattano bene a questo utilizzo, grazie ad una altezza che varia a seconda delle specie, dai 20 ai 40 cm.

Se volete ottenere dei fiori belli ed in salute, ricordatevi di non esporre la pianta direttamente al sole. Sebbene le primule abbiano bisogno di un luogo luminoso per crescere armoniosamente, rifuggono la luce diretta del sole, che metterebbe a repentaglio il suo normale sviluppo. Per tale motivo è da preferire una messa a dimora riparata, magari a mezz’ombra o comunque nelle vicinanze di un muretto o insieme ad altre piante che possano creare delle parziali zone d’ombra.

La messa a dimora delle primule non risulta complicata, nemmeno per coloro che non sentono di avere abbastanza pollice verde. Si deve infatti estrarre la pianta dal vaso con delicatezza mantenendo intannto il pane di terra che copre le radici. Le buche per la messa in dimora in giardino debbono essere abbastanza grandi da contenere il tutto.  Dopodiché si copre con altro terriccio, si comprime e si annaffia il tutto con perizia.

Anche il rinvaso è  consigliabile in questo periodo: basta effettuare le stesse operazioni della messa a dimora, con l’unica differenza di usare un vaso più grande per dare più spazio alle radici. Esso deve essere effettuato ogni due anni.

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