Lavori di novembre: le ultime divisioni in cespi prima del gelo

di Valentina

L’autunno è ormai inoltrato, e se tra i lavori di novembre ve ne è uno che deve essere fatto prima dell’arrivo del gelo, senza dubbio è quello della divisione in cespi delle piante che nel corso dell’anno sono cresciute in maniera spropositata. Ovviamente si tratta di un intervento da effettuare solo nelle piante erbacee che sono attualmente a riposo, al fine di ottenere crescite adeguate all’inizio della primavera.

Si può quindi lavorare, a patto che si scelga una giornata fresca, non umida e  non troppo soleggiata, sull’achillea, sulla mellissa, ed ancora sull’origano e l’erba cipollina, che di questi tempi prima delle gelate, se sono state curate bene nel corso dell’estate presentano un cespo cospicuo di radici con una buona presenza di germogli.

Bisogna però tenere da conto un fatto: sebbene il periodo, fino alla metà di novembre, sia buono per ottenere dei cespi da ripiantare, si tratta sempre di una operazione che provoca dello stress alla pianta: la parola d’ordine è quindi “attenzione”: sia nella divisione stessa che nella cura successiva alle varie piantine che avranno bisogno di essere seguite con particolare dedizione.

Perché effettuare questo tipo di operazione? Ricordiamolo per chi, neofita delle basi del giardinaggio dovesse ignorarlo: la divisione dei cespi viene fatta sia per moltiplicare ( ed in questo periodo, a meno che non si parli di semine specifiche stagionali, è l’unico modo nel quale si può far riprodurre alcune piante, n.d.r.) che per ringiovanire la pianta, in modo tale da rendere il ceppo “madre” meno affaticato e dare modo alla “prole” di crescere e svilupparsi in modo adeguato.

Ulteriore raccomandazione: si tratta di un operazione effettuabile solo quando la pianta abbia almeno dai 3 ai 5 anni a seconda della specie. In altri casi risulterebbe deleterio per il suo sviluppo. Al momento del trapianto dei cespi nel terreno è importante fare attenzione a sistemare il colletto della pianta all’altezza del terreno.

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