Lithops, ovvero i sassi vivi

di Redazione

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Di piante grasse ne abbiamo descritte parecchie sulle pagine di PolliceGreen, ma nessuna bella e caratteristica come il Lithops, appartenente alla famiglia delle Aizoacee ed originaria del Sudafrica.

Il nome deriva dal greco lithos (pietra) ed opsis (aspetto), poiché queste particolari piante somigliano a delle pietre, tanto che vengono comunemente chiamate sassi viventi o pietre vive.

Il Litops è caratterizzato da fusti molto piccoli, che spesso restano nascosti sotto il terreno per mostrare in superficie solo una piccola parte (a volte “fenestrata”, ovvero priva di clorofilla per favorire il passaggio dei raggi solari). Un’altra caratteristica del Lithops è la presenza di due foglie accoppiate, saldate nella parte basale e divise da una fenditura. Ed è proprio da questa fessura che spuntano i fiori, bianchi o gialli a seconda della specie, simili a margherite e dischiusi solo nel pomeriggio.

La coltivazione del Lithops è abbastanza semplice e non richiede certo un’esperienza specifica nel campo del giardinaggio. Per ottenere il meglio, è necessario esporre la pianta in un luogo dove possa ricevere parecchie ore di sole al giorno. Solo nel caso di piante giovani è opportuno procedere con cautela, evitando di esporre il Lithops ai raggi solari nelle ore più calde della giornata.

Le innaffiature devono essere regolari nel periodo della fioritura (in autunno quindi), evitando però i ristagni idrici. Nel periodo di riposo vegetativo (estate compresa), la pianta può provvedere da sola ai propri bisogni e non ci sarà bisogno di intervenire con operazioni di irrigazione.

Il terriccio deve essere tale da garantire un buon drenaggio, ma non particolarmente ricco si sostanze organiche, poiché le foglie potrebbero spaccarsi, favorendo l’attacco di numerosi nemici (i funghi, ad esempio). La propagazione avviene per lo più tramite semina, ma non è escluso che un’operazione di talea possa risultare adatta al nostro scopo, anche se di difficile riuscita pratica.

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