Margherite gialle, coltivazione in vaso

di Valentina

La margherita è un fiore solare, allegro, tipico della stagione nella quale ci troviamo. Vederla crescere, nelle sue numerose varianti ai lati delle strade e nei campi incolti è sempre un grandissima gioia. Chi ha un giardino può piantarle in un’aiuola. Chi possiede un balcone o un terrazzo, può destreggiarsi con facilità nella coltivazione in vaso.  Sembra che quest’anno vadano di moda le margherite gialle.

E se si scelgono le rudbeckie, va detto, lo spettacolo è impressionante. Si ottengono infatti degli spettacolari cespugli di color giallo accesso, con corolle grandi e solari. I petali ben separati sono uniti al centro da un disco a forma di cono impossibile da far passare inosservato. Il gioco cromatico delle margherite gialle è davvero molto interessante. Il lato migliore di queste fioriture? La loro facilità di coltivazione.  Un fattore facilmente intuibile dalla capacità di questo fiore di fiorire in condizioni davvero difficili e che acquista un valore aggiunto per chiunque voglia ottenere un balcone fiorito con un minimo sforzo.

Questa specie di margherita gialla ha una resistenza tale da essere in grado di accompagnare il suo coltivatore non solo per tutta la durata dell’estate, ma spesso anche in autunno inoltrato. Dato il periodo, è bene cercare nei garden delle piante già sviluppate, soprattutto se si ha voglia di godere subito di questa magnifica fioritura. Un vaso capiente, di almeno 50 cm di diametro e altrettanto profondo sarà l’ideale per iniziare la coltivazione delle margherite gialle. E non temente, il terriccio universale riesce a sostituire in maniera adeguata un impianto in piena terra.  Come vi abbiamo già accennato, la capacità di adattamento delle rudbeckie è straordinaria, e la pianta si accontenta di davvero poca acqua per sopravvivere.

Si tratta di una pianta in grado di compiacere con la sua crescita anche chi presume di possedere il famoso “pollice nero”, ovvero una completa inadeguatezza nella coltivazione.  Piccola curiosità, una volta che si saranno seccati i petali, i coni neri centrali, grazie alla loro resistenza, potranno essere presi ed utilizzati per composizioni di fiori secchi.

Photo Credit | Thinkstock

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