I frutti delle feste: i datteri

di Daniela

Rimanendo in tema di festività natalizie non possiamo trascurare una pianta in cui frutti sono molto apprezzati durante le feste, vale a dire la palma da dattero. Il nome botanico della palma è Phoenix dactylifera ed è originaria del Nordafrica, ma è molto coltivata anche in Arabia e in tutto il Golfo Persico; in Italia viene allevata come pianta ornamentale.

La palma da dattero è conosciuta fin dall’antichità: ad esempio per gli Egizi era simbolo di fertilità, i Cartaginesi la raffiguravano nelle monete e i greci e i latini nelle celebrazioni.

Questa palma è molto grande, possiede il tronco slanciato che può arrivare a 30 metri di altezza, con le foglie riunite a formare una corona apicale e i fiori piccoli e bianchi spesso ricurvi per il peso dei frutti. I frutti della palma da dattero sono i datteri, delle bacche oblunghe di colore arancione scuro lunghe circa 5 centimetri; i datteri sono frutti molto energetici e dolci che contengono poca acqua e molte fibre, e che sono ricchi di zuccheri, potassio, calcio, fosforo e vitamina A.

Generalmente i datteri vengono fatti seccare al sole in modo da aumentare la quantità di zuccheri, e quindi diventano più dolci e possono essere conservati più a lungo; i datteri secchi sono scuri e dalla forma oblunga irregolare e piuttosto grinzosi, quelli freschi sono invece lisci e cilindrici; possono essere mangiati da soli o nei dessert e nei formaggi. Bollendo queste bacche in acqua si ottiene lo sciroppo di datteri, un ottimo rimedio contro la tosse e il raffreddore.

La palma da dattero teme il freddo e quindi l’ideale è coltivarla in regione a clima mite; ama essere esposta in posizioni soleggiate e cresce bene sui terreni fertili e ben drenati; affinché i frutti, ovvero i datteri, maturino completamente sono necessarie temperature piuttosto alte e molta acqua da irrigazione. La palma da dattero si moltiplica in primavera per semina oppure per polloni.

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