Le piante di nuova generazione sono Ogm senza terreno

di gianni puglisi

Piante naturali e piante geneticamente modificate. Non è fantascienza, anzi è il futuro e secondo quanto hanno scoperto i ricercatori delle università di Harvard e Yale, negli Usa, è possibile creare in laboratorio degli ogm in grado di non contaminare i campi tradizionali, capaci però di sopravvivere solo se nutriti con sostanze sintetiche, lontano dai terreni utilizzati per le colture comuni.

 

Fa un po’ paura pensare che la scienza è arrivata questo punto: esemplari di vegetali creati in laboratorio. Potrebbe però essere la svolta. Ovviamente quelle create in laboratorio sono piante molto particolari: Ogm specializzate nella produzione di carburanti o farmaci, ma non a quelle di tipo alimentare.

I genetisti di Harvard, coordinati da George Church, hanno ottenuto piante capaci di sopravvivere e crescere solo se nutrite con amminoacidi sintetici, ossia con una versione ottenuta in laboratorio dei cosiddetti “mattoni della vita” indispensabili alla crescita. Hanno un corredo di enzimi biotech, che rendono il loro metabolismo dipendente da amminoacidi sintetici. Gli esperti di Biologia molecolare e dello sviluppo di Yale, coordinati da Farren Isaacs, hanno invece “equipaggiato” le piante con un corredo di enzimi che rendono il metabolismo dipendente da amminoacidi sintetici.

Queste nuove piante sono in grado di sopravvivere se coltivate in modo tradizionale e di conseguenza non sono in grado di attecchire in terreni nei quali l’unico alimento siano nutrienti naturali. Tra i dettagli molto interessante, c’è la data di queste ricerche: sono state messe a punto negli anni Settanta e oggi sono state completate sfruttando tecniche di biologia sintetica di ultima generazione.

Photo Credit | Shutterstock / science photo

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