Progetto per costruire un orto nello spazio

di Valentina

Un progetto per costruire un orto nello spazio? Più che altro piante in grado di poter sopportare le condizioni spaziali e crescere rigogliose e con frutti ottimi da consumare. E’ questo il punto delle nuove ricerche messe in atto da Enea, l’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Tutto è nato dagli studi relativi al “Micro-Tom”, una varietà di pomodoro che nasce inizialmente come pianta ornamentale ma che ha mostrato di sapersi adattare ad una coltivazione molto simile a quella che avverrebbe nello spazio. Come spiega Eugenio Benvenuto, della squadra di ricercatori del laboratorio di Biotecnologie di Enea:

La ricerca agronomica rende oggi possibile coltivare piante in luoghi estremi come la Stazione Spaziale Internazionale, grazie a colture “fuori suolo” o idroponiche, che non hanno bisogno di suolo per crescere, ma solo di acqua e sostanze nutritive.

Ed è proprio su queste tipologie di coltivazione che si punta perché caratterizzate da meno pretese di quelle tradizionali. Vi sono dei programmi appositamente finanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana per verificare se sia possibile coltivare nello spazio e cosa effettivamente quali colture perseguire. Il pomodoro è di solito la pianta di elezione perché non solo abbastanza resistente ma anche piena di ottimi nutrienti a livello alimentare. Non dobbiamo dimenticare che ha proprietà antimicrobiche e antiossidanti.

Più in generale l’obiettivo di queste ricerche è di creare dei vegetali che siano in grado di svilupparsi e dare vita ad ortaggi buoni e sani resistenti alle radiazioni solari, l’assenza di gravità ed i campi elettromagnetici. E dare modo agli astronauti di poter contare su alimenti sani e coltivabili anche nello spazio.

Photo Credits | Jiri Vaclavek / Shutterstock.com

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