Pianti autofiorenti nane, ecco perché sono così richieste sul mercato

di Daniele Pace

Nel corso degli ultimi anni, le piante autofiorenti nane stanno rappresentando un trend veramente impressionante, visto che sono decisamente apprezzate dal grande pubblico. Per quali motivi? Perché sono in grado di garantire dei raccolti costanti e possono essere coltivate anche da persone che non hanno una grande esperienza a riguardo.

Pianti autofiorenti nane, grande resistenza al freddo

Ovviamente, è necessario scegliere quelle varietà che sono state verificate e certificate: in questo modo, si potranno anche sfruttare gli influssi benefici nell’ambiente in cui vengono collocate. Quando si fa riferimento al termine “nane”, si vuole parlare di piante che sono in grado di svilupparsi meno in confronto a tante altre specie, dal momento che sono un ibridio tra piante femminizzate e una specie denominata Ruderalis.

Ad esempio, chi effettua un incrocio tra la Sativa oppure l’Indica, insieme alla specie Ruderalis, che si caratterizza per avere un alto livello di resistenza anche a temperature decisamente basse, ricava la varietà di semi di cannabis.

Di conseguenza, è facile intuire come si sta parlando di piante che non rispettano il fotoperiodo e, guarda caso, non hanno nemmeno bisogno di troppe attenzioni, dal momento che la coltivazione sia veramente ideale, dal punto di vista qualitativo. Ecco spiegata la ragione per cui stiamo parlando di stagioni che non sono effettivamente stagionali, ma che sono in grado di garantire raccolti nel corso di tutti i dodici mesi dell’anno.

Le autofiorenti, di conseguenza, sono delle piante che vanno molto bene anche per persone che non hanno una grande esperienza in questo ambito. È sufficiente qualche accorgimento e poi si possono raggiungere dei risultati decisamente interessanti, anche se è vero d’altra parte come il raccolto rimane sempre piuttosto limitato.

Le piante autofiorenti nane sono in grado di garantire un alto livello di resistenza sia nei confronti dei parassiti che di temperature particolarmente complicate. Ecco spiegata la ragione per cui sono in grado di adeguarsi a delle condizioni climatiche estremamente rigide. Ad ogni modo, all’interno di tutte quelle nazioni in cui la coltivazioni di tali piante è permessa, l’obiettivo è sempre quello di raggiungere un livello di esposizione ai raggi del sole pari ad almeno 10-12 ore, in maniera tale da puntare ad avere un raccolto decisamente più soddisfacente.

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