Piante da appartamento: il Platicerio

di gianni puglisi

Il Platycerium bifurcatum, meglio conosciuto come platicerio, è una pianta originaria delle regioni tropicali dell’Australia, dell’africa e dell’Asia, appartenente alla famiglia delle Polipodiacee, che vive sugli alberi delle foreste. Il platicerio è conosciuto anche con il nome volgare di corno d’alce a causa della somiglianza delle foglie con le corna dell’alce; del resto, anche il nome scientifico deriva da due parole di origine greca che significano rispettivamente “lungo” e “corno”.

Il platicerio si caratterizza per avere due tipi diversi di foglie: quelle verdi di cui si serve per alimentarsi e realizzare la fotosintesi, e quelle alla base che usa per fissarsi ai rami degli alberi; queste ultime sono di colore marrone, più flessibili di quelle aeree, e da esse nascono le nuove piante. Il platicerio può vivere in vaso ma anche su un tronco in quanto è una pianta epifita; ama i luoghi ombreggiati e ben aerati.

Per quanto riguarda le irrigazioni, il corno d’alce ha bisogno di un’elevata umidità ambientale, per cui è consigliabile inumidire spesso le foglie, in quanto la mancanza d’acqua e di umidità le rende più fragili e meno consistenti; per irrigare il substrato basta immergere il vaso in acqua per circa mezz’ora una volta alla settimana, l’importante è poi sgocciolare bene.

Questa pianta, dato che vive dell’umidità dell’aria, ha bisogno di temperature elevate, ovvero dai 21 ai 24°C, mentre nella stagione fredda non deve scendere sotto ai 16°C.

Il modo migliore per moltiplicare il platicerio è quello di separare i nuovi getti che la pianta produce alla base e piantarli in un substrato acido; si potrebbe propagarlo anche tramite le spore ma è una tecnica complicata che non sempre va a buon fine. In primavera e in estate è opportuno somministrare del fertilizzanti liquido ogni 4 settimane. Il platicerio può essere soggetto ad attacchi da parte di cocciniglia.

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