Rose rugose, cure e coltivazione

di gianni puglisi

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Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di rose rugose, delle rose originarie della Cina e del Giappone, caratterizzate dalla particolare struttura delle foglie e dalla resistenza alle basse temperature; infatti, le esigenze delle rose rugose in termini di cure sono piuttosto limitate tanto da essere considerate le piante perfette per il giardino delle seconde case, soprattutto di quelle di montagna che vengono frequentate solo di rado.

Le rose rugose amano i climi freschi e ventilati tipici della montagna, non temono il freddo e possono resistere anche a temperature inferiori a -20°C. Si accontentano anche di suoli poco fertili, tuttavia al momento della messa a dimora, sarebbe da preferire un terreno profondo e a moderata acidità; con il passare del tempo queste rose diventano degli arbusti con un apparato radicale molto esteso pertanto è da sconsigliare la coltivazione in vaso.

Il terreno migliore per la coltivazione delle rose rugose è quello ricco di sostanza organica e con un buon drenaggio in modo da evitare i fenomeni di ristagno; al momento della messa a dimora aggiungete sul fondo della buca una riserva organica composta da terra di foglie o letame maturo per favorire la crescita della pianta.

Data la tendenza a diventare dei cespugli, sono necessari due interventi di taglio al fine di contenere la chioma di queste piante, adottando due tipi di tagli: uno di contenimento ed uno di rinnovo; il taglio di contenimento consiste nell’accorciare i rami più lunghi in modo da definire la forma, mentre quello di rinnovo prevede l’eliminazione alla base dei rami più vecchi; tutti e due questi interventi vanno eseguiti alla fine dell’estate.

Le annaffiature devono essere effettuare una volta ogni due settimane e in primavera bisogna somministrare loro un fertilizzante specifico per rose, meglio se ricco di azoto e potassio. La moltiplicazione delle rose rugose avviene per talea da effettuarsi nei mesi di marzo, aprile o settembre, oppure per seme da fare in autunno, in semenzaio o direttamente in piena terra.

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