Stella di Natale: cure, riproduzione e leggende

di Valentina

Quando si parla di Natale, non ci si può esimere dal pensare ad una pianta ben specifica:  la Stella di Natale. L’Euphorbia Pulcherrima, nota in botanica anche con il nome di poinsettia è una delle piante più diffuse in tutto il globo per ciò che concerne il periodo natalizio. E’ molto apprezzata in tal senso perché la sua colorazione ne rispecchia lo spirito appieno: le infiorescenze giallo dorate, le brattee rosso acceso, ed il verde dei fusti e delle foglie.

Il nome con il quale l’euphorbia viene normalmente riconosciuta deriva proprio dalla forma delle sue grandi brattee, le quali si dispongono a forma di stella. La pianta, di natura perenne, nel proprio habitat può arrivare a raggiungere i due metri di altezza:  più comunemente è possibile trovare in commercio delle piantine alte non più di 15 cm.

Le cure

Vediamo come prenderci cura della stella di natale. Finchè le brattee persistono sulla pianta, quest’ultima avrà bisogno di essere esposta alla luce, anche d’inverno, il più possibile al riparo da sbalzi termici e se possibile ad una temperatura di circa 22°C. il fatto che possa essere considerata una pianta invernale perché regalata nel periodo natalizio non deve portare a pensare che non debba essere irrigata o sia in grado di sopportare il gelo.

La pianta dovrà essere annaffiata in modo costante ma senza esagerazioni, moderatamente. E potrà essere portata all’esterno con l’arrivo della primavera, senza però che i raggi del sole possano colpirla direttamente. Non preoccupatevi se ad un certo punto le foglie cadranno e le brattee si seccheranno: ciò significa che la stella di natale è semplicemente entrata nel suo periodo di riposo vegetativo.

Se avete intenzione di farla sopravvivere fino all’anno seguente, quando potrà naturalmente rifiorire, potate gli steli per un terzo della loro lunghezza e tenetela all’esterno o un una stanza luminosa ma non troppo calda. Con l’arrivo della primavera reinvasatela in un vaso leggermente più ampio di quello nel quale era conservata utilizzando un mix di sabbia, torba e terriccio di foglie sminuzzate. Con l’arrivo del mese di maggio, fino a settembre, concimatela ogni venti giorni con del concime liquido contenente azoto e potassio.

Non sempre le brattee rinasceranno rosse. Ma vi è un modo di forzare il processo: da settembre mantenete la pianta in un luogo buio ad una temperatura che non scenda oltre i 15°C. Altrimenti avvolgetela su un sacco di plastica nero che avrete opportunamente forato.

Moltiplicazione per talea

L’euforbia pulcherrima può essere moltiplicata per talea. Come? Molto semplice: utilizzando i getti tagliati nella potatura come delle vere e proprie talee. Basterà prima di tutto prendere la parte recisa e immergerla nell’acqua, ed in seguito inserire ogni singola talea in vasi di circa 7 cm di diametro con composta mista a metà di torba e sabbia grossa.

Come si fa comunemente per le talee, bisogna poi coprire i vasi con sacchetti di plastica trasparente mantenendo la temperatura costante tra i 18 ed i 21 gradi. Una volta che le nuove foglie avranno iniziato a crescere, si prenderanno le piantine e si sposteranno in vasi più grandi, mettendo in atto le cure che vi abbiamo sopra descritto per le piante adulte, sia per ciò che riguarda il mantenimento, sia per ciò che concerne l’ottenimento del classico colore natalizio.

Stella di Natale: è tossica, attenzione ai bambini

La poinsettia è una pianta molto bella a vedersi, caratteristica nel suo essere così “natalizia” per via dei colori. A tutta questa bellezza, come il rovescio di una stupenda medaglia, corrisponde però anche una certa tossicità. Un problema che essenzialmente non tocca più di tanto gli adulti che di sicuro non metteranno mai in bocca ina foglia o una brattea.

Al contrario dei bambini o degli animali domestici, che attirati dal colore sgargiante della pianta potrebbero avere voglia di “assaggiare” la pianta. In particolare bisogna fare attenzione al  lattice che esce dalle foglie e dal fusti : a contatto con la pelle può provocare infatti prurito, bruciore e piccoli eritemi, soprattutto a contatto con gli occhi.

In caso di ingerimento del lattice, contattate immediatamente il vostro medico o recatevi al Pronto Soccorso più vicino: l’ingestione può infatti provocare nausea, vomito e diarea. Per evitare questo tipo di conseguenze, il consiglio è ovviamente quello di posizionare la pianta il più possibile lontana dalla portata dei bambini, e come accennato degli animali, se ne avete in casa.

Princettia, la stella di natale fucsia

Non molti ne sono a conoscenza, ma grazie ad un esperimento di ibridazione interspecifica dell’Euphorbia pulcherrima, si è stati in grado di ottenere una stella di natale color fucsia. L’idea è venuta circa tre anni fa all’ibridatore  giapponese Suntory. Distribuita attraverso canali specifici, nonostante il suo particolare colore è stata in grado di raccogliere, sia tra gli esperti che tra la popolazione, un certo successo. La crescita della princettia è decisamente più compatta rispetto alla sua “pianta madre”.

La sua altezza massima si aggira intorno ai 20-25 cm ed è caratterizzata da una maggiore ramificazione rispetto alla normale stella di natale. E’ dotata inoltre di una maggiore resistenza, essendo in grado di resistere a temperature comprese tra i 5 ed i 10°.

Storie e leggende della stella di natale

Non si hanno molte notizie per ciò che riguarda l’origine del nome scientifico della stella di natale. L’ipotesi più accreditata è quella che il nome derivi da quello che per primo parlò del lattice contenuto nella pianta: Euforbio, medico di Giuba re dei Numidi. Poco diffusa in Europa fino all’Ottocento, la pianta era considerata quasi sacra dagli abitanti del Messico.

Commenti (9)

  1. Grazie per questo post dettagliatissimo, so a chi consigliarlo!

    1. Grazie! Condividilo! Secondo me è anche una bella idea regalo da “allegare” alla pianta! 😉

  2. Ciao, il blog è molto interessante, complimenti. Potresti illustrare anche le malattie e i rimedi per la Euphorbia Pulcherrima? Esempio, che potrei fare alle mie che hanno i margini delle foglie apicali ingiallite e arricciate? Può trattarsi di una patologia fungina dovuta ad un eccesso di irrigazione nel periodo estivo, oppure da bruciature per esposizione solare? Le piante sono complessivamente in salute ma hanno alcune foglie rovinate: è consigliabile rimuoverle benché non si siano fatte gialle? Oppure se lo facessi ora rischierei di comprometterne una improbabile fioritura invernale, visto che sono ancora tutte verdi?

  3. Inoltre ho una curiosità che non riesco ad esaurire in nessun sito di piante: le Euphorbia Pulcherrima essendo piante brevidiurne emettono le brattee prolungate dopo un periodo in cui le giornate si siano accorciate. Se non praticassi in autunno l’abbuiamento “artificiale” mettendola al buio totale, otterrei comunque una fioritura naturale posticipata considerato che nella stagione invernale le giornate sono cortissime di suo? Insomma, potrebbero fiorire anche a fine inverno o primavera? Grazie

    1. Ciao Valerio. Se i margini delle foglie appaiono ingialliti e arricciati questo potrebbe dipendere dalla “cattiva” qualità dell’aria: la stella di natale mal si adatta ad ambienti troppo caldi, secchi dove non c’è sufficiente ricambio da’aria. Hai provato a spostarla? Quanto al tuo secondo quesito: la stella di natale è una pianta a fioritura invernale, fiorisce finchè le giornate sono più brevi, ossia quando riceve non più di 8 ore di luce al giorno. E, in appartamento, va tenuta in ogni caso, che si faccia o no l’abbuiamento artificiale, in queste condizioni di luminosità se si vuole ottenere un esemplare rigoglioso.Difficile che fiorisca in primavera, a meno di non tenerla in un luogo buio tutto il tempo ma a quel punto la pianta ha esigenze diverse per sopravvivere.

      Spero di esserti stata d’aiuto. Grazie per i complimenti e continua a seguirci, come ti ha anticipato Valentina ci occuperemo senz’altro anche delle malattie e dei parassiti che possono colpire questa meravigliosa pianta.

  4. Salve Valerio, tenterò di rispondere alle sue domande attraverso articoli ed interventi nella maniera più esauribile anche grazie alle mie colleghe, che sicuramente sapranno rispondere dove magari potrei arrivare a non essere preparata io. Continui a seguirci, al più presto tenterò di soddisfare le sue curiosità.

  5. Buongiorno,
    la mia stella di natale presenta delle macchie nere sulle foglie rosse, mentre qualche foglia verde è ricoperta di una patina grigia. cosa significa? La pianta è situata in un punto abbastanza luminoso della casa e controllo sempre che il terreno non sia troppo asciutto. Grazie Laura

    1. Salve, è sicura che le macchie non siano marrone scuro in realtà? Ad ogni modo, ad occhio e croce dovrebbe trattarsi di una infezione da cocciniglia bruna: per svelare l’arcano esiste un modo: una lente di ingrandimento per visualizzare le macchie nello specifico. In questo modo dovrebbero vedersi i piccoli parassiti.

      Per ciò che riguarda le macchie grige, la possibilità più concreta è che si tratti di botritis, un fungo. Nel primo caso, se confermato, serve un antiparassitario specifico, mentre per il secondo un funghicida altrettanto specifico. Ci tenga aggiornate. 🙂

  6. buonasera, sarei interessato all’acquisto delle talee delle stelle di natale, bianche e rosse; a chi posso rivolgermi ?

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