Il genere Hebe

Al genere Hebe appartengono diverse specie di arbusti sempreverdi di

Alberi e arbusti: ecco la differenza

alberi e arbusti

La distinzione tra alberi e arbusti non è sempre facile da fare e tra le due categorie c’è spesso un po’ di confusione; la cosa certa è che sono fondamentali per l’allestimento di un giardino, sia quando sono usati come bordura, per lo sfondo o addirittura coltivati in vaso.

In via di principio, almeno per fare una prima descrizione, si può dire che gli alberi possiedono un unico tronco, mentre gli arbusti si ramificano alla base; inoltre, gli alberi sono più grandi degli arbusti. Come per ogni tipo di pianta, anche nella scelta di alberi e arbusti bisogna tenere conto della loro zona di appartenenza climatica, in modo da non fargli incontrare difficoltà di adattamento.

Molti alberi e arbusti non amano essere coltivati in vaso, in quanto tendono ad espandersi molto, tuttavia ci sono alcune specie che riescono a vivere anche in un contenitore purché sia di grandi dimensioni, e a patto che il rapporto tra parte radicale e parte aerea, cioè la chioma, sia bilanciato e  controllato da frequenti potature.

Arbusti: il genere Fucsia

Fucsia

Il genere Fucsia comprende un centinaio di arbusti a foglia caduca, appartenenti alla famiglia delle Onagraceae, e originari della Nuova Zelanda e dell’America centro meridionale. In Italia vengono coltivate specie di medie e piccole dimensioni, che si assestano intorno ai 25-40 centimetri, ma esistono anche delle varietà rustiche che possono essere usate come arbusti da giardino, che possono raggiungere i 150 centimetri di altezza.

Questi arbusti, che in genere sono dei sempreverdi, possiedono fusti ramificati e foglie dal colore verde brillante e dalla forma ovale. I fiori sono molto particolari e sbocciano in primavera inoltrata e si protraggono fino all’autunno; hanno una forma pendula e sono composti da quattro sepali allungati, e proprio a causa della loro forma vengono chiamati “orecchini” o “ballerine”; i colori più diffusi sono il rosa e il rosso, ma esistono specie con i fiori di colore bianco, viola, lilla, arancio e blu. Dopo fiori spuntano delle piccole bacche dalla forma allungata che contengono semi fertili.

Dal punto di vista colturale, queste piante amano le esposizioni luminose ma non a diretto contatto con i raggi solari, infatti si sviluppano meglio nelle zone ombreggiate; temono il freddo e quindi in inverno devono essere riparate in una serra con una temperatura minima che va dai 9 ai 12°C. Nel periodo che va da marzo ad ottobre vanno annaffiate con regolarità perchè temono la siccità, mentre d’inverno non sono necessarie annaffiature, a meno che non si tratti di esemplari coltivati in serra.

Dicembre, come proteggere le piante sui balconi del centro e del sud e le ultime piantagioni

balcone fiorito

Da Firenze in giù, in linea di massima, si può continuare a lavorare attorno a vasi e cassette per completare:

le piantagioni di arbusti, sia a cespuglio sia rampicanti;

la messa a dimora di
alberelli;

la sistemazione di recipienti destinati a for­mare bordura, sia presso la balaustra sia al­la base dei muri, recipienti in cui piantare erbacee perenni da fiore o da fogliame, er­be aromatiche di vario tipo o anche zolle erbose, nel caso si volessero creare cuscini verdi da utilizzare come «base» per far risaltare i cespi delle annuali dai vivaci co­lori: nontiscordardimé, silene, viole ecc;


la semina di erbacee annuali da fiore
, allo scopo di avere piantine già ben formate al­la fine dell’inverno e così poter contare su una fioritura precoce. Tra le specie da semi­nare subito si ricordano: nontiscordardimé, pratoline, silene, viole del pensiero, iberidi, arabidi, aubrezie. Invece, per avere piante in fiore in periodi successivi, si possono se­minare: bocche di leone, petunie, gazanie, piretri, gaillardie, rudbechie, begoniette, godezie, zinnie, astri annuali, colei, cosmee, altee, gipsofile.

Piante aromatiche: il Rosmarino

rosmarino

Il Rosmarino, il cui nome botanico è Rosmarinus officinalis, è un arbusto che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae, originario dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia, ma ormai diffuso prevalentemente nelle zone litoranee dell’area mediterranea. In Italia è noto con il nome volgare di ramerino, anche se la denominazione ufficiale deriva dalle parole latine ros, cioè rugiada, e maris, mare.

Il Rosmarino è una pianta aromatica le cui foglie, essendo molto profumate, vengono abbondantemente utilizzate in cucina; è una pianta arbustiva che può raggiungere altezze che vanno dai 50 ai 300 centimetri, con profonde radici molto resistenti. Le foglie sono lunghe circa 2 o 3 centimetri, addensate sui rametti, ricche di ghiandole oleifere e di colore verde cupo.

Calceolaria

calceolaria

II caso di queste piante è abbastanza singo­lare, in quanto il loro nome scientifico vanta due probabili derivazioni: dal latino cal-ceolus, ossia pantofola, a indicare la curiosa forma delle corolle che sono fatte a foggia di una borsettina più che di una pantofola vera e propria, e anche dal nome del bota­nico italiano Calzolaris, un frate vissuto nel XVI secolo.

In Europa le calceolarie si coltivano dal 1774, almeno per quanto riguarda alcune specie, mentre altre vennero introdotte nel nostro continente assai più tardi.

Data la varietà delle specie che costituisco­no il genere Calceolaria (erbacee, annuali o perenni, o arbusti) le cure subiscono note­voli varianti secondo il «gruppo» cui la coltura stessa si riferisce.

Le calceolarie arbustive, che possono vivere all’aperto anche in inverno soltanto nel Sud e nel Centro della Penisola, hanno bisogno di frequenti annaffiature nella stagione esti­va (ogni due giorni nella misura di almeno tre litri d’acqua per arbusto) e di generose concimazioni autunnali con fertilizzante or­ganico in polvere.

Weigelia, caratteristiche e coltivazione

Weigelia

La Weigelia è una pianta appartenente alla famiglia delle Caprifoliacee, ed è originaria dell’Asia; sotto questo nome sono comprese 12 specie di arbusti rustici a foglie decidue, dai fiori tubulosi che compaiono sui rami tra maggio e giugno.

Le varietà più diffuse sono la Weigelia florida, un arbusto molo esteso che può raggiungere un’altezza e una larghezza di 3 metri, con foglie di colore verde e fiori rosa pallido, bianchi all’interno, e la Weigelia florida Foliis Puerperis, dalla crescita piuttosto lenta caratterizzata da foglie di color porpora e fiori rosa.

La dafne per decorare il vostro giardino

dafne giusta

II nome di queste piante è stato preso in prestito nientemeno che dal lauro; infatti, i Greci chiamavano « Daphne » quello che noi oggi conosciamo come alloro o lauro, e data la somiglianza del fogliame dei due generi, l’antica denominazione greca è rimasta, appunto, alla dafne.

Un tempo, da queste piante si ricavava una polvere starnutatoria, le bacche servivano a preparare un energico emetico e con il fogliame ridotto in cataplasma si curavano un sacco di malanni. Ora, ci si è accorti che tutta la pianta della dafne, corteccia compresa, è piuttosto velenosa e allora il suo uso si limita al puro ambito ornamentale.

Come abbiamo detto, l’impiego delle dafne si limita alla decorazione del giardino, sia come elemento singolo, sia in gruppo o addirittura per creare brevi tratti di siepi. È possibile utilizzare le varietà nane anche sulle roccaglie oppure coltivarle in grandi vasi, dove vegetano e fioriscono benissimo purché abbiano a disposizione terreno calcareo e piuttosto sabbioso e la loro posizione sia ben riparata dal sole e dal vento. Le dafne, infatti, non sopportano il clima troppo rigido o soggetto a sbalzi  improvvisi.

Se esistono piante difficili queste sono proprio le dafne che inspiegabilmente vegetano in modo splendido in una posizione e non attecchiscono per niente a pochi metri di distanza.