La dafne per decorare il vostro giardino

di Redazione

II nome di queste piante è stato preso in prestito nientemeno che dal lauro; infatti, i Greci chiamavano « Daphne » quello che noi oggi conosciamo come alloro o lauro, e data la somiglianza del fogliame dei due generi, l’antica denominazione greca è rimasta, appunto, alla dafne.

Un tempo, da queste piante si ricavava una polvere starnutatoria, le bacche servivano a preparare un energico emetico e con il fogliame ridotto in cataplasma si curavano un sacco di malanni. Ora, ci si è accorti che tutta la pianta della dafne, corteccia compresa, è piuttosto velenosa e allora il suo uso si limita al puro ambito ornamentale.

Come abbiamo detto, l’impiego delle dafne si limita alla decorazione del giardino, sia come elemento singolo, sia in gruppo o addirittura per creare brevi tratti di siepi. È possibile utilizzare le varietà nane anche sulle roccaglie oppure coltivarle in grandi vasi, dove vegetano e fioriscono benissimo purché abbiano a disposizione terreno calcareo e piuttosto sabbioso e la loro posizione sia ben riparata dal sole e dal vento. Le dafne, infatti, non sopportano il clima troppo rigido o soggetto a sbalzi  improvvisi.

Se esistono piante difficili queste sono proprio le dafne che inspiegabilmente vegetano in modo splendido in una posizione e non attecchiscono per niente a pochi metri di distanza.

Anche per quanto riguarda il terreno i loro gusti sono volubili: il migliore per le dafne è quello calcareo, ma vi sono specie, come la D. collina, la D. burkwoodii, la D. tangutica e la D. retusa, che preferiscono il suolo acido.

Comunque è necessario che il terreno sia dotato di buon drenaggio perché questi arbusti temono l’umidità stagnante.

La concimazione si deve eseguire con fertilizzante organico all’atto della piantagione e in seguito, ogni mese, con concime minerale solubile da aggiungere all’acqua delle annaffiature.

Le dafne devono sempre avere le radici al fresco: è necessario quindi bagnare il terreno due volte alla settimana (anche tre nella stagione calda), controllare che si mantenga fresco anche a una certa profondità. Anche per queste piante vale quindi il famoso detto: « piede al fresco e chioma al sole » purché il sole non sia eccessivo, meglio se filtrato attraverso gli alberi.

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