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Piante da appartamento, la camadorea

 
Marion
18 maggio 2010
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chamaedorea elegans

La Camedorea (Chamaedorea elegans)

Fioritura: dal terzo anno di età

Impianto: qualunque periodo dell’anno

Tipo di pianta: tropicale

Altezza max dei fusti: 2 metri

La Camedorea elegans, meglio nota con il nome di pianta della fortuna o palma nana, è forse una tra le diffuse piante da appartamento. Il genere Chamaedorea appartiene alla stessa famiglia botanica di palme e kenzie e comprende oltre 100 specie originarie dell’America centrale e meridionale; tutte sono caratterizzate da un sottile tronco sul quale crescono foglie lanceolate che si dipartono da fusti lunghi e sottili che le fanno sembrare delle palme in miniatura. La Camedorea elegans, della quale vi parliamo oggi, è infatti molto apprezzata oltre che per il suo portamento elegante soprattutto per l’aspetto esotico. Inoltre è una pianta di facilissima coltivazione che richiede pochi semplici accorgimenti per prosperare.

Esposizione

La camadorea ama le posizioni luminose ma non va esposta alla luce diretta del sole. Teme molto il freddo per cui in inverno va tenuta rigorosamente in casa.

Terreno

Per la coltivazione della camadorea in vaso è opportuno utilizzare terriccio universale. Bisogna assicurarsi che il terreno sia sempre ben drenato ed eventualmente aggiungere palline di argilla espansa.

Annaffiature

Sopporta meglio la siccità che le annaffiature eccessive e i ristagni idrici. Va quindi bagnata regolarmente ma bisogna aspettare che il terreno si asciughi tra un’innaffiatura e l’altra. Nei periodi di caldo eccessivo le foglie possono essere nebulizzate ogni due-tre giorni.

Avversità

Le camedoree rimangono spesso vittime di afidi e ragnetti rossi. Un eccesso di annaffiature può dare luogo a marciumi radicali e predisporre la pianta alle malattie fungine.

Concimazione

Ogni tre-quattro mesi è possibile aggiungere concime liquido per piante tropicali all’acqua delle innaffiature.

Moltiplicazione

I germogli basali della pianta possono essere trapiantati direttamente in un vaso riempito con del terriccio universale che andrà mantenuto costantemente umido finchè le radici non avranno attecchito bene.

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