L’abete bianco, maestosità in montagna

di Redazione

In pieno tema natalizio non si può fare a meno di parlare delle varie specie di abeti presenti alle nostre latitudini, sebbene non tutte siano utilizzabili – per un motivo o per l’altro – come alberi di Natale veri e propri. Oggi ci occupiamo dell’Abete bianco, pianta che con la sua maestosità domina la zona alpina ed appenninica, per spingersi in maniera sparsa fino ai monti della Sila.

E’ un albero della famiglia delle Pinacee, che può raggiungere anche i 50 metri di altezza con il suo portamento colonnare e la forma di cono o di piramide e la caratteristica punta a nido di cicogna.

Negli esemplari giovani presenta una corteccia liscia e biancastra che tende a screpolarsi e scurirsi col passare degli anni. Le foglie sono costituite da aghi appiattiti dal colore verde scuro nella pagina superiore e biancastro-azzurrina in quella inferiore.

Tra le caratteristiche che lo differenziano dall’Abete rosso, occorre ricordare la posizione degli strobili (le pigne). In questo caso, infatti, sono lunghi dai 10 ai 18 centimetri e larghi 3-5 cm., con una crescita diretta verso l’alto e presenti per lo più sui rami più alti della chioma. Generalmente sono di colore verde, per poi tingersi di rosso bruno nel periodo della maturità. Gli strobili non si staccano dalla pianta, ma tendono a sfaldarsi, prima di liberare i semi nell’aria.

Per crescere nel migliore dei modi ha bisogno di essere collocato in una zona non soggetta a frequenti escursioni termiche, su terreno umido e ben drenato, senza ristagni idrici.

L’Abete bianco viene coltivato per lo più a scopo industriale, come albero da legno o per la produzione della carta. Rispetto all’Abete rosso offre un legno meno pregiato, ma altrettanto utile in falegnameria e di facile lavorabilità, particolarmente adatto alla produzione di imballaggi, compensati e listelli. La scarsa importanza del legno ha fatto si che in alcune zone d’Italia l’Abete bianco sia stato sostituito da piante più pregiate quali il Larice o il Faggio.

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