L’arte topiaria

di Daniela

L’arte topiaria consiste nel potare le piante ornamentali con  lo scopo di dare loro una certa forma, geometrica o di altro tipo, come se fossero sculture. Con questo lavoro le piante possono assumere sembianze di animali, di persone o di cose, e ciò è possibile grazie ad un’abile potatura effettuata con gli attrezzi giusti e con una certa abilità ed esperienza nel maneggiarli.

Le origini di quest’arte risalgono all’espressione latina “topiarium tacere”, ossia “fare il giardiniere”, non a caso le prime testimonianze risalgono a riferimenti fatti da Plinio il Vecchio sul periodo dell’Imperatore Augusto. Le prime realizzazioni che si conoscono storicamente risalgono al I secolo d.C., quando era un’usanza abbastanza comune abbellire i giardini delle case delle classi nobili con delle sculture vegetali.

Le piante che si prestano meglio a questo tipo di lavoro sono quelle ben radicate e soprattutto sane. Per chi ha poco spazio e quindi deve utilizzare le piante in vaso quelle migliori sono le sempreverdi a crescita contenuta, come il bosso, il ligustro e l’alloro; per chi, invece, ha un ampio spazio a disposizione vanno bene, oltre alle piante giù menzionate, anche il tasso e l’agrifoglio.

Esistono diversi tipi di potatura ornamentale, ci sono le forme a cilindro, a sfera, a semisfera e a parallelepipedo, comunque le più facile da realizzare sono quelle orizzontali e verticali, mentre le più diffuse sono gli archi. Nei topiari di forma geometrica è importantissimo prestare attenzione ai bordi, che devono rimanere perfettamente dritti; a questo proposito si può usare uno spago teso come “guida”; è da ricordare, inoltre, che di sicuro è più facile mantenere una scultura già formata piuttosto che crearne una nuova.

Ovviamente per praticare l’arte topiaria nel migliore dei modi è necessario disporre dell’attrezzatura giusta; gli strumenti base sono le cesoie, i forbicioni da siepe, il coltellino, forbici robuste e strette e la potatrice a motore; negli ultimi tempi hanno preso piede gli utensili elettrici perché permettono un ottimo lavoro con una fatica minore rispetto a quelli classici.

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