Idroponica (coltivazione)

di Marion Commenta

La coltivazione idroponica, detta anche idrocoltura, è una tecnica di coltivazione fuori suolo, in cui cioè non viene usata terra o altro materiale con caratteristiche simili. Il substrato infatti è costituito da materiale inerte, poroso, quale argilla espansa, perlite, vermiculite, zeolite, fibra di cocco, lana di roccia, che ha la funzione di proteggere le radici ma non quella di garantirne l’ancoraggio. La pianta viene quindi irrigata tramite immersione in una soluzione nutritiva fatta di acqua e composti inorganici che apportano gli elementi nutritivi normalmente assicurati dal terriccio.

Si tratta di un metodo di coltivazione particolarmente adatto alle piante da appartamento, soprattutto se dotate di radici robuste e caratterizzate da uno sviluppo rapido. Tra le piante grasse invece si presta alla coltivazione idroponica soprattutto l‘aloe mentre è meglio non adottare l’idrocoltura nel caso dei cactus. Adatte all’idrocoltura anche molte piante epifite tra cui le orchidee e le Bromeliaceae.

La coltivazione idroponica presenta i seguenti vantaggi:

  • le radici sono immuni dall’attacco di parassiti;
  • le innaffiature possono essere saltuarie, data l’elevata umidità garantita dal substrato;
  • le piante coltivate in idrocoltura si sviluppano lentamente, limitando il numero di rinvasi.
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