Elleboro, ovvero la Rosa di Natale

di Daniela

L’elleboro è un fiore invernale appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee, comunemente chiamato Rosa di Natale; esistono diverse specie di elleboro a seconda delle caratteristiche dei fiori e le delle foglie. La varietà più conosciuta è l’Helleborus niger, un’erbacea perenne dai fiori con cinque petali bianco-rosati; le foglie sono grandi, resistenti e di colore verde scuro.

Il nome di questa pianta deriva dal greco Helleborus, una parola che fa riferimento alla sostanza altamente velenosa che possiede; le parti più tossiche sono le radici e il rizoma, quindi è meglio lavarsi le mani dopo averla toccata. L’elleboro è una pianta da sempre al centro di leggende, soprattutto per il suo uso nella farmacologia popolare, anche se in tempi recenti non viene più usata  per le sue caratteristiche tossiche.

L’elleboro è una pianta di piccola taglia, che raggiunge di solito i 30 centimetri d’altezza, può sopportare tranquillamente anche le temperature più rigide, e ama le esposizioni semiombreggiate; durante la primavera la pianta ricomincia a produrre le foglie perse durante gli ultimi mesi invernali, e quindi è opportuno aggiungere all’acqua di annaffiatura del concime per piante da fiore circa ogni 20 giorni.

Durante i mesi di riposo vegetativo, la Rosa di Natale non necessita di annaffiature, mentre negli altri mesi dell’anno dovete annaffiarla ogni settimana con un paio di bicchieri d’acqua avendo cura di evitare gli eccessi, ma di far penetrare bene l’umidità nel terreno, che deve essere ben drenato.

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