Fenestraria Aurantiaca

di gianni puglisi

Al genere Fenestraria appartengono due specie di piante grasse, originarie dell’Africa, in particolare della Namibia, appartenenti alla famiglia delle Aizoacee, un gruppo che comprende circa cento specie di piante perenni, succulente, nane, molto facili da coltivare e dalla crescita rapida.

Dal punto di vista morfologico è una pianta cespitosa praticamente acuale, che dà spesso origine a colonie estese, con foglie lunghe circa due centimetri, carnose e dalla forma di clava; la parte superiore delle foglie, è detta “finestra”, da cui deriva il nome della pianta, perché è trasparente e priva di clorofilla, ma permette il passaggio della luce ai tessuti sottostanti; le foglie sono di colore verde-grigiaste, e assumono tonalità rosate se coltivate in pieno sole. I fiori compaiono alla fine dell’estate e sono di colore arancio e giallo.

Per quanto riguarda la coltivazione, questa pianta richiede una posizione luminosa, areata e un terriccio fertile e ben drenato; va innaffiata con moderazione nella stagione vegetativa e mantenuta quasi all’asciutto nel resto dell’anno; non sopporta temperature inferiori ai 7°C, e quindi d’inverno deve essere tenuta all’interno, mentre d’estate all’aria aperta. Il terriccio ideale per questa pianta è un semplice strato di ghiaietta da posizionare intorno ai cespi di foglie e nel contenitore, unitamente al terriccio universale.

La moltiplicazione può avvenire per divisione dei cespi o per semina in primavera; successivamente le piantine andranno trapiantate in contenitori del diametro di circa 8 centimetri; in estate la Fenestraria può essere propagata anche per talea. Per quanto riguarda i parassiti e le malattie, il ragnetto rosso è il suo principale nemico, perché provoca delle macchie brunastre sulle foglie; in assenza di luce la pianta potrebbe non fiorire oppure piegare le foglie lateralmente.

 

 

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