Morfologia delle piante: il fusto

di Daniela

Oggi continuiamo il nostro viaggio all’interno della morfologia delle piante; qualche giorno fa vi avevamo parlato delle radici, questa volta è il turno del fusto. Il fusto svolge due funzioni molto importanti: serve per sostenere le foglie e collega l’apparato radicale alle foglie, permettendo la distribuzione delle sostanze nutritive necessarie alla pianta.

I punti del fusto da cui nascono le foglie sono i nodi e possono trovarsi a diversi livelli; la sua lunghezza può essere notevole, basti vedere certe specie di alberi, ma anche inesistente come nel caso delle piante nelle quali le foglie crescono dallo stesso punto, cioè le piante acuali. Anche il diametro del fusto presenta variazioni a seconda della pianta.

Le piante possono essere classificate in base alla durata del fusto in rapporto al ciclo vitale, e a questo proposito è necessario fare una distinzione tra le piante monocarpiche, cioè quelle che fruttificano una sola volta nel corso della loro vita, e quelle policarpiche, ovvero che fruttificano più volte, in genere una volta all’anno.

Tra le piante monocarpiche si distinguono tre tipi: le annuali, che estinguono il loro ciclo vitale in un anno, le biennali, il cui ciclo si sviluppa in due fasi, cioè il primo anno crescono, mentre il secondo fioriscono, fruttificano e muoiono, e le pluriennali, cioè quelle il cui processo vitale si allunga ulteriormente.

Per quanto riguarda le pianti policarpiche, esse si dividono in perenni, il cui fusto vive per diversi anni, e in vivaci, cioè quelle che presentano fusti aerei annuali e fusti sotterranei pluriennali. In base alla consistenza del fusto si può parlare di stelo, quando è molto esile come nelle piante erbacee, di canna quando è flessibile, di tronco, come nel caso degli arbusti e degli alberi e di stipite quando è legnoso ma non ramificato e con le foglie presenti solo nella parte superiore, come nel caso delle palme.

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