Glicine e Anemone nel linguaggio dei fiori

di Daniela

“Ditelo con un fiore”. Chissà quante volte avrete sentito questa frase. Sì, perché i fiori hanno un loro linguaggio, con il quale esprimono qualcosa; oggi vediamo il significato di due fiori primaverili: il glicine e l’anemone.

Il nome scientifico del glicine è Wisteria in onore dell’antropologo Kaspar Wistar; questa pianta è arrivata in Europa nel 1700 dalla costa orientale degli Stati Uniti, ma è solo dopo la comparsa delle varietà giapponesi e cinesi iniziò ad essere veramente apprezzata in Europa.

Per i giapponesi e i cinesi il glicine simboleggia la tenera e reciproca amicizia; si dice che, durante i viaggi di rappresentanza, gli imperatori giapponesi fossero soliti portare dei bonsai di glicine fioriti che facevano tenere gli uomini di seguito per far capire agli abitanti dei zone visitate le loro intenzioni amichevoli. Ancora oggi il glicine è segno di amicizia e di disponibilità.

La parola “anemone” deriva dal greco “anemos”, ossia “vento” e, proprio per questo l’Anemone è chiamato anche fiore del vento, forse con allusione ai fiori fragili e delicati. Secondo la mitologia greca, Anemone era una bella ninfa che viveva alla corte di Chloris, la moglie di Zefiro, il vento della primavera; di Anemone si innamorano sia Zefiro che Borea, la tramontana. Zefiro e Borea lottano per cercare di conquistare Anemone provocando, però, tempeste e bufere. Chloris, irritata da queste lotte, trasforma Anemone in un fiore e la incatena a Zefiro e Borea, per questo si dice che questo fiore sia talmente delicato che basta un colpo di vento per spazzarlo via.

Il significato nel linguaggio dei fiori attribuito all’Anemone è quella della malattia e dell’abbandono ma, nello stesso tempo, anche della speranza e dell’attesa, grazie alla bellezza dei fiori; l’Anemone può simboleggiare anche un amore finito troppo presto.

Nella tradizione cristiana si narra che alcuni Anemoni color rosso scarlatto nacquero dalle gocce di sangue cadute ai piedi della Croce di Gesù. Agli Anemoni vengono attribuite anche proprietà medicinali, soprattutto contro i disturbi legati alla sessualità.

 

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