I cactus più diffusi

cactus cure

Di seguito troverete una descrizione sintetica dei cactus più diffusi a scopi ornamentali; per avere maggiori informazioni circa le caratteristiche di ciascuno di essi e le cure colturali di cui necessitano vi basterà seguire i link.

Cereus

Il genere cereo comprende diverse specie di cactus originarie dei deserti dell’America centrale e meridionale. Si tratta di piante dai fusti cilindrici, dotati di costolature spinose sui margini, che formano ramificazioni a candelabro. All’aperto raggiunge anche 10 metri di altezza. I grandi fiori imbutiformi sbocciano nelle notti d’estate solo su esemplari maturi.

Cleistocactus

Il genere cleistocactus comprende una cinquantina di specie  originarie dei deserti dell’America meridionale caratterizzate da fusti sottili e allungati, dotati di numerose costolature ricoperte da una fitta peluria, che emettono ramificazioni basali. I bei fiori tubolari, di colore rosso o arancio, fanno la propria comparsa in estate solo su esemplari maturi.

Piante da appartamento: la Gynura

gynura

La Gynura è una pianta perenne originaria delle zone tropicali ed appartenente alla famiglia delle Asteracee, molto apprezzata per la particolarità delle sue foglie. E’ caratterizzata da lunghi fusti eretti o ricadenti, a seconda della specie, e da foglie alterne di colore verde scuro, ricoperte da una peluria rossastra, che sembra colorare la pianta di un bel violetto.

I fiori compaiono all’apice dei fusti nel tardo inverno o ad inizio primavera e presentano capolini di colore giallo-arancio, scarsamente decorativi e dall’odore fastidioso (generalmente si eliminano manualmente proprio a causa del cattivo odore). La Gynura si coltiva prevalentemente in appartamento (volendo anche in vasi sospesi per via dei rami ricadenti), ma nelle zone con inverno temperato può essere allevata anche in piena terra, dove raggiungerà in fretta il metro di altezza.

Palme, i parassiti più comuni

palme parassiti

Nonostante il loro aspetto maestoso e la loro ben nota longevità possa farle apparire indistruttibili, le palme sono soggette all’attacco di un buon numero di parassiti e temono malattie e condizioni avverse. Anzi, la quantità di parassiti che possono danneggiarle è tale da meritare una trattazione a parte nel capitolo dedicato alle malattie delle palme. Vediamo uno per uno i più comuni:

Gorgoglione delle palme

Si tratta di un parassita delle palme che colpisce soprattutto le palme da cocco e quelle del genere Phoenix; le larve penetrano all’interno del tronco attraverso le guaine fogliari e si nutrono dei teneri tessuti che si trovano al centro di esso. Se l’infestazione è massiccia la palma può venirne distrutta; per questo motivo è fondamentale intervenire con insetticidi locali non appena si notino i primi segni della presenza del Gorgoglione, denunciata da fori sulle foglie.

Scarafaggio delle foglie delle palme

Lo scarafaggio delle palme è un parassita che attacca le lamine fogliari divorandone grandi porzioni. La foglia si deforma e assume un colore brunastro. E’ opportuno intervenire con un apposito insetticida locale in polvere, carbaril, ripetendo l’applicazione a una settimana di distanza. Lo scarafaggio delle foglie della palma è diffuso soprattutto negli ambienti tropicali.

Alberi da frutto: il Mirabolano

frutti mirabolano

Il Mirabolano o Amolo (Prunus cerasifera) è una pianta appartenente alla famiglia delle Rosacee ed originaria dell’Europa e dell’Asia centrale. Si tratta di un albero da frutto caratterizzato da una crescita rapida, che lo porta in poco tempo a raggiungere i 6-7 metri di altezza, con fusto eretto o contorto dal colore rosso-brunastro. Le foglie sono ovali, appuntite e dentellate, lunghe 5-6 centimetri. Il colore delle foglie dipende dalla specie e può variare dal verde chiaro al rossastro.

I fiori sono di piccole dimensioni, bianchi o rosa, singoli o riuniti in grappoli, sempre a seconda della cultivar di appartenenza. Fanno la propria comparsa sui rami ad inizio primavera, per poi lasciare il posto ai frutti, costituiti da drupe del diametro di 2-3 centimetri di colore rosso o giallo, molto simili alle prugne.

Alle nostre latitudini il Mirabolano viene coltivato come pianta ornamentale per la decorazione di parchi, viali e giardini, adattandosi perfettamente anche alla formazione di siepi. In alcune zone dell’Europa (in Francia, ad esempio), viene coltivato prevalentemente come albero da frutto o come portainnesti per altre varietà di Prunus.

Come dividere le calle

dividere le calle

Le calle iniziano a fiorire in primavera e continuano fino all’inizio dell’estate; in questo periodo hanno finito la loro fioritura e quindi, per garantirsene una abbondante anche il prossimo anno, è opportuno lasciarle a riposo e dividere i bulbi.

Estraete i bulbi e divideteli per poi piantarli nuovamente; è importante anche togliere tutte le foglie appassite. Prima di piantare di nuovo i bulbi, sistemate nel contenitore  dei pezzetti di vasi rotti oppure con dell’argilla per creare un buon drenaggio, dopodiché riempitelo con del substrato per circa 10 centimetri.

Piante tappezzanti: l’Helxine

helxine

La Helxine (altrimenti detta Soleirolia soleirolii) è una pianta appartenente alla famiglia delle Urticacee ed originaria dell’area mediterranea, particolarmente diffusa in Sardegna ed in Corsica. Si tratta di una pianta tappezzante caratterizzata da fusti sottili e foglie di piccole dimensioni, tondeggianti e dal colore verde chiaro. Anche i fiori sono di colore verde, anche se scarsamente decorativi, e fanno la propria comparsa nel periodo estivo.

Coltivare la Helxine è operazione piuttosto semplice ed in breve tempo si possono ottenere dei larghi tappeti, ideali per coprire zone morte del giardino, aiuole e bordure. Volendo, la si può coltivare anche in vaso, all’interno delle pareti domestiche, ove tenderà a crescere come una pianta ricadente, non trovando lo spazio necessario alla crescita in larghezza. Ricordiamo in particolare la varietà aurea, caratterizzata da foglie di colore bianco o giallo, e la varietà argentea, caratterizzata da foglie tendenti al grigio.

Browallia, ovvero il Fior di zaffiro

browallia

La Browallia (comunemente chiamata Fior di zeffiro) è una pianta sempreverde appartenente alla famiglia delle Scrophulariacee ed originaria dell’America meridionale, particolarmente apprezzata per la caratteristica ed abbondante fioritura. Presenta sottili fusti brunastri e foglie ovali ed appuntite dal colore verde brillante, con venature molto evidenti. I fiori sono a forma di stella, colorati di blu o di viola, sebbene alcune specie siano caratterizzate dal colore bianco o arancio.

Generalmente la Browallia viene coltivata in vaso, in modo da poterla ricoverare con facilità tra le pareti domestiche nella stagione fredda, non sopportando temperature inferiori ai 5°C. Non è rara però la sua coltivazione in piena terra, nella decorazione di bordure ed aiuole, dove mostrerà la sua bellezza per una sola stagione, prima di disseccare al primo freddo. Le varietà più diffuse sono la Browallia speciosa, la Browallia viscosa e la Browallia grandiflora.

Palme, fiori e frutti

fiori di palma

I fiori di palma

I fiori delle palme sono di solito piccoli e poco vistosi ma assumono un certo risalto grazie al fatto di presentarsi riuniti in infiorescenza; il loro colore varia dal grigio al bianco crema, ma non mancano i fiori di palma nelle tonalità del lilla, rosa, malva e arancione mentre, quanto al loro aroma, essi possono sia emettere un gradevole profumo che sprigionare un fastidioso olezzo. La loro permanenza sulla pianta è piuttosto breve, durano un giorno ma anche meno, e la loro comparsa si verifica solo su palme mature, fermo restando che l’epoca della fioritura varia molto tra una specie e l’altra.

I fiori di palma crescono tra le guaine fogliari o al di sotto di esse e possono restare semi nascosti nella chioma o sporgersi e farsi evidenti, come nelle specie Washingtonia filifera e Brahea armata. L’infiorescenza nel suo insieme viene chiamata spadice mentre il suo fusto principale viene chiamato peduncolo e può essere spesso e legnoso o sottile e delicato.

Surfinie e petunie: come farle durare di più

surfini e petunie

In questo periodo, i vivai propongono vasetti di petunie e di surfinie da collocare in contenitori più adatti ad essere collocati sui davanzali o bei balconi: queste annuali, infatti, insieme ai gerani, sono le piante che più frequentemente adornano le fioriere. La caratteristica principale di surfinie e petunie è che garantiscono un’abbondante fioritura, ma, essendo delle piante annuali, per quanto vi possiate impegnare, con l’arrivo dell’inverno esse termineranno il loro ciclo vitale. Quello che potere fare, però, è prolungare la loro fioritura. Vediamo come fare.

La prima operazione da compiere è la messa a dimora; procuratevi del terreno soffice e di buona qualità; sbriciolatelo nei contenitori definitivi e mescolatelo con del fertilizzante in granuli a cessione programmata.

Svasate la pianta, cercando di aprire il pannicolo di radici che si sarà formato per consentire ad esse di esplorare il nuovo vaso; sistemate la pianta nel contenitore facendo attenzione a non rovinare le radici; nel ricoprirla considerate che il livello del terriccio si abbasserà via via che annaffierete e che, comunque, dovrà essere reintegrato una volta al mese.