Quando annaffiare il gelsomino?

di Giulia Tarroni

Una delle piante estive per eccellenza, capace di rallegrare e dare un tocco di colore ad ogni terrazzo o spazio verde, è senza dubbio il gelsomino, ed oggi ci occuperemo della sua annaffiatura, in articolare quando e come procedere in tal senso, per curarlo al meglio.

Ricordiamo anche che il gelsomino è una pianta anti zanzare, per cui perfetta proprio per permetterci di trascorrere tanto tempo all’aperto senza fastidiosi becchi di zanzara. Prima di procedere con l’annaffiatura, tastate il terreno: se è secco o comunque completamente asciutto, non solo in superficie, ma anche in profondità, allora potete procedere.

Se invece il terriccio è ancora umido, astenetevi dal dare al gelsomino altra acqua, rischiereste solo di soffocarlo o comunque di creare dei ristagni pericolosi per la salute della pianta. Quando procedere nelle operazioni di annaffiatura? Meglio scegliere i momenti meno caldi della giornata, come la mattina, o la sera, dopo il tramonto, in modo che nel corso della nottata possa assorbire l’acqua.

Procedete in maniera lenta, senza versare tutto il contenuto dell’annaffiatoio in una volta sola: fate in modo che la pianta assorba ben bene l’acqua, senza soffocarla. Con questi accorgimenti vedrete che avrete una bella pianta rigogliosa ed in salute, e le zanzare se ne staranno lontane!

Foto credit Thinkstock

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