Indivia, quando seminarla

di Marion

L’indivia (Cichorium endivia) cresce spontanea in tutti i paesi del Mediterraneo dove un tempo veniva usata soprattutto a scopi medicinali; attualmente viene impiegata per la preparazione di gustose insalate. Più precisamente, esistono due sottospecie di indivia: indivia riccia e indivia scarola, quest’ultima è ottima anche consumata cotta.

La semina dell’indivia va praticata a scalare, nel periodo compreso fra marzo e agosto: le prime piante, frutto delle prime semine, faranno al propria comparsa verso la fine di maggio e fino alla fine dell’estate, le semine successive daranno indivie in autunno-inverno.

I semi vanno posti in solchi profondi un centimetro e mezzo, distanti circa quaranta centimetri l’uno dall’altro. Su una fila lunga tre metri possono quindi essere coltivate nove-dieci piante. Per crescere al meglio le indivie hanno bisogno di terreni freschi e ben drenati, ricchi di sostanza organica.

Durante l’accrescimento le piantine dovranno essere annaffiate in abbondanza e il terreno andrà mantenuto costantemente libero da erbacce infestanti. Quando le giovani piante saranno cresciute abbastanza da poter essere maneggiate diradatele ponendole a una distanza di circa trenta-quaranta centimetri l’una dall’altra.

I primi cespi d’indivia faranno la propria comparsa circa tre-quattro mesi dopo la semina. Prima della raccolta è opportuno sottoporle all’imbianchimento, che contribuisce ad addolcirne il sapore amarognolo. Per imbianchire l’indivia legate i cespi con uno spago e copriteli con un vaso capovolto cui chiuderete anche il foro di drenaggio. Abbiate cura che le piante siano asciutte per evitare che si creino maricumi.

Se l’imbianchimento viene praticato in autunno bastano dieci giorni, se invece viene praticato in inverno occorrono tre settimane per portare a termine l’operazione. Una volta imbianchite, le indivie possono essere raccolte. E’ consigliabile consumarle freschissime.

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