Tecniche colturali: la rimpiolatura

di gianni puglisi

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Quando i semenzali hanno raggiunto l’altezza di tre o quattro centimetri avranno bisogno di maggiore spazio e quindi sarà necessaria la rimpiolatura in altri recipienti o il passaggio definitivo nell’aiuola dove le piante sono destinate a fiorire.

Questo trasferimento a dimora non assolve i compiti che si attendono dalla rimpiolatura; oltre al benefico diradamento, le piantine in coincidenza a un breve stop vegetativo derivante dal trapianto, infoltiranno le radici ricavandone benefici per il successivo sviluppo, e, inoltre, un ulteriore irrobustimento si manifesterà per la maggiore luminosità e per l’incontro con elementi atmosferici.

Vediamo insieme le fasi della rimpiolatura. Innanzi tutto è necessaria una piccola spatola con apertura apicale a V che permette di trasferire in semenzali limitando al massimo i traumi; alcune piante possono essere trasferite a radice nuda solo nel primo stadio di accrescimento e devono trascorrere in vaso il periodo di irrobustimento che precede la messa a dimora nella terra.

Anche i semenzali che sono soggetti a queste precauzioni, durante tale periodo hanno modo si svilupparsi adeguatamente in attesa del trasferimento nel posto definitivo, da effettuare possibilmente con l’aiuto di un trapiantatore o di un cucchiaio in modo che le radici siano protette e mantenute raggruppate da un po’ di terra.

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