Funghi del prato, la Sclerotinia homeocarpa

di gianni puglisi

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Qualche giorno fa vi abbiamo parlato delle principali avversità che colpiscono il prato durante la stagione estiva, spiegandovi che il nemico numero uno del manto erboso in questo periodo è un fungo chiamato Sclerotinia homeocarpa; oggi, quindi, scopriremo meglio di cosa si tratta e quali sono i metodi di lotta.

La Sclerotinia homeocarpa, conosciuta anche con il nome di Dollar spot per la forma delle macchie che appaiono simili a un dollaro, è l’agente della sclerotinosi, che colpisce i tappeti erbosi, soprattutto quelli di graminacee.

I sintomi sono riconoscibili facilmente: si formano degli ingiallimenti che piano piano provocano una necrosi che genera delle macchie di forma circolare di colore bruno scuro che tendono a formare delle macchie irregolari. Il sintomo più visibile di un attacco da parte della Sclerotinia è la presenza, nelle prime ore della giornata di una patina biancastra e cotonosa, tipo ragnatela, che ricopra la parte colpita dal fungo.

I fattori che favoriscono la comparsa della Sclerotinia sono l’umidità delle ore più fresche della giornata, eccessive irrigazione che creano ristagni nel manto erboso e tagli troppo frequenti o bassi. Per difendere il prato dalla Sclerotinia si possono usare due tipi di difesa, quella agronomica e quella chimica.

Per quanto riguarda la difesa agronomica, i metodi migliori consistono nell’effettuare una buona fertilizzazione azotata, evitare le irrigazioni eccessive e, comunque limitarle solo nelle prime ore del mattino, evitare i tagli molto frequenti e la compattazione del tappeto erboso e favorire la circolazione dell’aria e limitare le zone d’ombra.

I metodi di difesa chimica si basano all’uso di fitofarmaci da fornire al manto erboso ogni quindici giorni per almeno un anno dalla comparsa della malattia. In ogni caso, una manutenzione appropriata del tappeto erboso è un ottimo metodo di prevenzione contro l’insorgenza di questo patogeno.

 

Link utili:

Prato, le malattie estive

 

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