La Storia dei semi di cannabis: dall’antichità fino ai giorni nostri

di Redazione

La cannabis viene utilizzata dall’uomo da millenni e se ne trovano tracce fin dall’antichità, quando veniva usata per scopi gastronomici, rituali o terapeutici. Caduta in disuso per moltissimo tempo, ne è stato ripreso l’utilizzo dagli anni ’70. Nell’ultimo periodo storico si è particolarmente diffusa la coltivazione domestica della pianta: è possibile infatti crescere la propria cannabis mediante l’acquisto legale di semi e puoi trovare i migliori semi di cannabis su Sensoryseeds. Per la coltivazione della cannabis sono sicuramente importanti i fattori ambientali, come per tutte le altre piante, ma anche la genetica dei semi ha un ruolo molto importante.

PICCOLA STORIA DELLA CANNABIS

La coltivazione della cannabis affonda le radici in tempi antichissimi, gli archeologi ne hanno trovato traccia nel neolitico. Veniva utilizzata per diversi scopi: in Asia i semi venivano usati in campo alimentare e se ne conoscevano le proprietà nutritive. La cannabis era però famosa per il suo utilizzo nella medicina tradizionale, in Cina per moltissimi secoli è stata usata per creare una bevanda a scopo antidolorifico e antinfiammatorio. Inolte veniva utilizzata per la divinazione o nei riti. Con l’espansione dei popoli e la crescita del commercio la cannabis fu successivamente portata in occidente e utilizzata a scopo ricreativo, con l’andare dei secoli si persero in questa parte del mondo le conoscenze legate alla medicina tradizionale. Solo negli ultimi anni ha iniziato un rinnovato interesse per il suo utilizzo a scopo medico e si stanno facendo degli studi in merito.

Nella metà del secolo scorso fumare la cannabis era diventata una moda, quindi gli stati si sono trovati davanti alla necessità di regolamentarne vendita e coltivazione. Quindi sono state varate diverse leggi, negli anni.

Ancora oggi è una pianta diffusa e spesso oggetto di discussione, negli ultimi tempi si sente spesso parlare della cannabis legale: la sua legalità è definita dalla percentuale di THC che contiene. Al di sopra di una certa percentuale la pianta ha un effetto psicoattivo considerato illegale, al di sotto può essere venduta. La percentuale cambia a seconda dei paesi: per esempio in Italia non supera lo 0,2%.

Ma come nasce invece la necessità di mescolare e studiare la genetica dei semi? Quando la cannabis ha cominciato a diffondersi in vari paesi, si è presentato il problema della coltivazione in situazioni ambientali molto diverse da quelle di origine. Così gli studiosi hanno capito che incrociando diverse varietà genetiche era possibile ottenere ibridi che potessero adattarsi alle varie situazioni climatiche e di terreno. E così sono nate diverse genetiche che si possono adattare a diverse esigenze di coltivazione o utilizzo.

LA GENETICA DEI SEMI DI CANNABIS

La genetica dei semi della cannabis fa riferimento a due tendenze: ci sono le varietà cresciute naturalmente grazie a una evoluzione genetica autonoma e quelle ibride, create artificialmente selezionando i semi per alcune caratteristiche al fine di ottenere alcune varietà. Le naturali vengono chiamate varietà landrace: queste sono per esempio la Sativa (che si è adattata ai climi caldi) e l’Indica (adattata ai climi più freddi). Gli ibridi sono stati creati partendo da queste due varietà, considerate le migliori. I coltivatori di cannabis dei tempi antichi, pur non avendo specifiche conoscenze nel campo della genetica, sperimentavano cercando di mescolare diverse varietà naturali. La selezione genetica moderna invece viene effettuata dalla selezione specifica delle caratteristiche genetiche delle migliori varietà naturali. In questo modo sono stati creati moltissimi ibridi di cannabis: vengono mescolati diversi ceppi di landrace oppure un ceppo landrace con un ibrido moderno.

Spesso a oggi le piante di cannabis vengono coltivate al chiuso, in casa, in situazioni particolari di illuminazione o clima. Per andare incontro a queste esigenze sono stati creati i cosiddetti semi ferminilizzati: si producono in piante femmine che possono produrre germogli di cannabis in maniera semplice riducendo tempistiche ed energia per la produzione. Ci sono anche i semi autofiorenti: questi hanno bisogno di 20 ore di luce e 4 di buio e il raccolto può essere effettuato dopo una decina di giorni dalla germinazione.

I semi ibridi quindi sono presenti in diverse varietà e studiati per andare ad assicurare la crescita della pianta in diverse condizioni ambientali.

LE GENETICHE PRINCIPALI

Le varietà di semi acquistabili sul mercato sono quindi moltissime e di diverso tipo, a soddisfare svariate esigenze di utilizzo e di coltivazione. Ogni anno i coltivatori creano nuove ibridazioni e a volte è difficile stare al passo con tutte le novità nel mondo della genetica della cannabis. Per questo alcuni anni fa si è cominciato a mappare il genoma delle varietà di cannabis, registrando e catalogando le diverse qualità che vengono create: puoi approfondire l’argomento a questo link.

Alcune sono più famose di altre, come per esempio la Northen Lights: questa consente un raccolto abbondante e offre tempi brevi di fioritura. Viene ottenuta mescolando la cannabis sativa a una parte di cannabis sativa thailandese di quinta generazione. La celebre varietà Skunk invece è una delle prime a essere stata creata e si chiama così a causa del suo aroma che è particolarmente forte. Nasce dall’ibridazione di tre landraces: l’indica afghana (che consente un grande raccolto e un breve tempo di fioritura), la sativa acapulco gold e colombian gold (che regalano un particolare effetto tranquillizzante). La varietà Haze è considerata piuttosto pregiata ed è stata creata dai fratelli Haze, a Santa Cruz, in California. I suoi creatori hanno scoperto che le condizioni ambientali del luogo in cui vivevano permettevano di sperimentare ibridazioni a predominanza di sativa che sono state utilizzate enormemente negli anni ’70 e ’80. Infine la varietà Sour diesel è una variante nata dalla cannabis sativa che prende il nome per l’odore e il sapore pungenti, che ricordano appunto quelli del diesel.

Questi sono piccoli esempi di varianti famose, ovviamente ne esistono molti di più e i coltivatori ogni anno creano nuove varianti per una ricerca sempre più vasta e un mercato sempre più evoluto.

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