Substrato bonsai, l’humus di lombrico

di Valentina

Continuiamo la nostra scoperta dei numerosi tipi di substrato per bonsai con una sua varietà il cui solo nome già colpisce in modo particolare: l’humus di lombrico. Si tratta di uno dei prodotti più adatti per la coltivazione dei bonsai. Vediamo insieme, nello specifico, cosa è.

Se si entra in un negozio specializzato, è possibile imbattersi in moltissimi substrati denominati “humus di lombrico”. Ed effettivamente il nome non è scelto a caso. Questi prodotti infatti provengono dalla coltivazione di tali vermi su una lettiera. Se vi state chiedendo come possa esservi questa eterogeneità di substrati con lo stesso nome vi serviamo la spiegazione su un piatto d’argento: dipende dal terriccio di allevamento dei lombrichi. Esso avviene su stallatico dl bovino, sui residui di normale immondizia, addirittura su residui di cartiera o qualsiasi altro materiale che possa fermentare. Una fermentazione, che dobbiamo sottolinearlo, di solito dura tra i 6 ed i 12 mesi.

Per farvi capire perché l’humus di lombrico come substrato per bonsai  è importante siamo costretti a farvi una piccola lezione di biologia e zoologia. Questo verme è un anellide ermafrodita che a partire dal suo terzo mese di vita si accoppia ogni settimana. Ogni due-3 settimane produce una capsula che contiene dai 2 ai 20 lombrichi. Gli esperti hanno stimato che partendo da un unico esemplare nel corso di un anno si possa arrivare a raggiungere un numero pari a 1500. Immaginate un tale gruppo di lombrichi (in questo settore si usa quello rosso della California solitamente, N.d.R.) quanto “terreno di coltura” possa trasformare. Un lombrico mangia di media ogni giorno una quantità di cibo pari al suo peso e ne espelle il 60 % sotto forma dl sostanza organica. Lo stomaco produce del carbonato dl calcio che neutralizza gli acidi contenuti nel terriccio che poi viene reimmesso all’esterno dall’esemplare. Se ve lo state chiedendo, ovviamente, la quantità di humus che viene prodotta è direttamente proporzionale al numero di lombrichi posti nella lettiera di allevamento.

Photo Credit | Thinkstock

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