Tecniche colturali: la sarchiatura e la rincalzatura

di gianni puglisi

Oggi affrontiamo un nuovo capitolo della cura di piante e fiori: le tecniche colturali, ovvero tutti quei lavori fatti per rendere rigogliose e produttive le piante; dato che ce ne sono molte, andremo per gradi, e oggi sarà il turno della sarchiatura e della rincalzatura.

La sarchiatura è una tecnica colturale che possiede tre funzioni: quella di ridurre la compattezza del suolo in modo da farci entrare l’aria, quella di far penetrare il calore del sole nel terreno durante i mesi freddi, e quella di eliminare le erbe infestanti, in modo da lasciare maggior spazio per le sostanze nutritive; non a caso, spiegato praticamente, la sarchiatura è l’atto con il quale si recidono alla base le erbe infestanti prima di estirparle.

Lo strumento indispensabile per la sarchiatura è la zappa, che serve per lavorare la terra intorno alla pianta che si intende trattare; i giardinieri più esperti potranno utilizzare il sarchiatore, uno strumento apposito per la sarchiatura, che possiede una lama piatta all’estremità e due braccia di metallo per far passare in mezzo il terreno.

La rincalzatura è un’altra tecnica colturale, e consiste nell’ammucchiare la terra attorno al fusto delle piante; questa tecnica si utilizza soprattutto per proteggere dagli agenti atmosferici i germogli nati troppo presto coprendoli con la terra, e per proteggerli dall’invasione delle erbe infestanti. La rincalzatura si usa soprattutto in agricoltura per proteggere determinati ortaggi, come la patata, il sedano, il radicchio e il carciofo. Gli attrezzi adatti alla rincalzatura sono la zappa a tre denti e il sarchiatoio a collo d’oca.

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