Bulbose in giardino, ciuffi e spontaneizzazione

di Redazione

Continuando sempre a trattare l’argomento dei bulbi in giardino, ecco ancora qualche altro modo di impiegare le bulbose, per ottenere dei risultati molto interessanti.

Ciuffi
Più o meno grandi, da sistemare qua e là sul prato, sulla roccaglia, tra le lastre di pietra del selciato della zona di sosta o del viale d’ingresso (cercando naturalmente di piantare i bulbi dove le future piante non recheranno fastidio a chi percorre il sentiero, oppure a chi desidera soffermarsi sullo spazio  lastricato).

I ciuffi di bulbose debbono essere composti da 3-5-7 esemplari, secondo la necessità e la statura delle varie specie. Importante è che i bulbi vengano interrati l’uno vicino all’altro, in modo che i fiori sembrino quasi una sola corolla.

I bulbi da spontaneizzare
Esiste un particolare modo di utilizzare i bulbi a fioritura primaverile: metterli a dimora secondo uno stile particolare, che imita alla perfezione lo spuntare apparentemente disordinato dei fiori come accade in natura. Raggiungere questo scopo è di una facilità elementare: al momento di interrare crochi, tulipani nani, narcisi, mascari, chionodoxa, giacinti romani (quelli olandesi non si prestano alla spontaneizzazione, come del resto i tulipani dì media e alta statura), si prendono i bulbi a quattro o cinque per volta in una sola mano e li si butta sul prato o sulla roccaglia, così come capita. L’importante è di interrare i bulbi nel punto esatto in cui cadono, anche se alcuni rimanessero vicinissimi e altri molto lontani fra loro. Al momento della fioritura l’effetto sarà di una straordinaria naturalezza e dopo qualche anno questi angoli non avranno nulla da invidiare a un pezzetto di bosco. È bene precisare che contrariamente a quanto accade con le bulbose coltivate secondo la prassi normale (che dopo la fioritura debbono essere estirpate e i bulbi risposti in attesa della successiva utilizzazione), i narcisi, i crochi o i piccoli tulipani da spontaneizzare non si tolgono mai dalla terra, e una volta piantati debbono rimanere nello stesso luogo per sempre o comunque per molti e molti anni.

Solo lasciandoli indisturbati a lungo i bulbi possono moltiplicarsi a dovere, allargandosi a macchia secondo il capriccio della natura.

L’utilizzazione spontanea delle bulbose si adatta soprattutto ai giardini di tipo rustico e a quelli all’inglese, mentre non si accorda altrettanto bene con quelli formali, dalle linee un po’ rigide, caratterizzati da un senso di ordine e simmetria.

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