L’orchidea vanda

 
Marion
25 gennaio 2010
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orchidea vanda

Sotto il nome di orchidea vanda vanno circa sessanta specie di orchidee epifite originarie di Asia, Sri Lanka, Nuova Guinea e Australia.

In base alla forma delle foglie distinguiamo tre tipologie di orchidee vanda:

  • Vanda con foglie a nastro ( sono quelle che hanno maggiori capacità di adattamento alla coltivazione domestica quali, Vanda sanderiana, Vanda coerulea, Vanda Luzonica, Vanda merrillii, Vanda tricolor ecc.);
  • Vanda con foglie cilindriche (Vanda teres, Vanda hookeriana ecc.);
  • Vanda con foglie intermedie.

Tutte producono vistose infiorescenza a pannocchia di colore dal giallo al blu; la fioritura è presente tutto l’anno e dura svariate settimane.

Riguardo le cure colturali, le orchidee vanda amano le posizioni molto luminose ma non il sole diretto, anche se durante l’inverno l’esposizione al sole per qualche ora al giorno può essere utile a favorire la fioritura. In ogni caso si tratta di piante che temono molto il freddo e che vanno coltivate in appartamento ad una temperatura di 20-25° C e lontane da fonti di p. Solo in estate possono essere trasferite all’aperto.

Il terreno ideale è costituito da una miscela di sfagno e fibra di osmunda in parti uguali con l’aggiunta di corteccia e pezzi di carbone; questo tipo di substrato simula infatti l’habitat naturale di gran parte delle orchidee vanda che in natura crescono sulle cortecce degli alberi. Questa loro caratteristica le rende però ideali per la coltivazione in cesti appesi anche senza substrato.

Quanto alle annaffiature questo tipo di orchidea va bagnato ogni 2-3 giorni e vaporizzato periodicamente con acqua distillata. Tuttavia, pur necessitando di molta acqua, l’orchidea vanda teme i marciumi radicali, vanno quindi evitati i ristagni idrici e l’acqua eventualmente rimasta nel sottovaso dovrà essere prontamente eliminata. Ogni 10-15 giorni è opportuno fertilizzare con concime specifico per orchidee sciolto in acqua.

La moltiplicazione può avvenire in primavera prelevando i getti laterali della pianta e rinvasandoli in altri contenitori.

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