Centrotavola con orchidee e papaveri bianchi per una tavola elegante

di Sara Cattaneo Commenta

Nelle composizioni floreali la scelta del colore è un “termometro” della nostra sensibilità: possiamo scegliere un unico colore o miscelare tonalità differenti, per esprimere eleganza, allegria, romanticismo, e attraverso i fiori e la loro mescolanza rifletteremo stati d’animo, parole non dette e sensazioni di diverso tipo.

La composizione floreale che presentiamo oggi è costituita da soli due colori: bianco e arancione, per rendere un effetto sobrio ma originale mescolando texture diverse. Infatti è composta da orchidee Ascocenda, Phalenopsis, tulipani bianchi e edera, elementi vegetali dalle caratteristiche molto differenti ma che ben si mescolano e bilanciano. Le orchidee Ascocenda sono state scelte di colore arancione, intenso e solare, e hanno un andamento variegato, compatto e dinamico. Sono state disposte su tutta la superficie della spugna tagliata in forma ovale e ricoperta in panno di lana beige, inserendole tutte verso il “punto vegetativo” centrale, e lateralmente è stato inserito un angolo luminoso costituito da tulipani bianchi, dalla forma più liscia e lineare, e una Phalenopsis bianca. A chiusura sono stati inseriti dei rametti di edere in bacca di colore rossastro.

Le orchidee Ascoscenda sono di medio piccola dimensione, molto belle, e sono reperibili in diverse colorazioni. Si tratta di un ibrido ottenuto dalle orchidee Ascocentrum ( di cui hanno la bella forma compatta) e le orchidee Vanda (di cui hanno la stessa forma dei fiori) , creato intorno alla metà del ventesimo secolo. La coltivazione di questi ibridi è abbastanza semplice. In particolare hanno la caratteristica, avendo le radici troppo sensibili all’eccesso dell’umidità, di dover essere coltivate a radici nude, garandendo così lo spazio necessario per il corretto sviluppo dell’apparato radicale.Inoltre hanno bisogno di molta luce: la loro esposizione deve garantire loro luce per almento 14/15 ore d’estate e 9/10 ore in inverno, evitando naturalmente nei mesi più caldi l’esposizione diretta ai raggi del sole per evitare bruciature.

 

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