Quando seminare il basilico

di Marion Commenta

Il basilico (Occinum basilicum) è una pianta aromatica originaria di Africa e Asia diffusasi in Europa attraverso il Medio Oriente. Nota già agli antichi romani è ampiamente utlizzata in cucina sia per guarnire e insaporire pietanze che come ingrediente (si pensi al pesto alla genovese, del quale il basilico rappresenta l’elemento centrale).

Il basilico si riproduce per semina: al chiuso da gennaio a marzo, all’aperto da marzo a maggio (dipende dal clima in cui vivete). Il terreno deve essere fertile e ben drenato, la posizione riparata da vento e pioggia (se questo non è possibile ricorrete all’utilizzo di apposite strutture di protezione). Nelle zone a clima più rigido è consigliabile coltivare il basilico in vaso.

I semi di basilico vanno posti in piccoli solchi a pochi millimetri di profondità (5 sono sufficienti). Una volta cresciute abbastanza da poter essere maneggiate le giovani piantine di basilico vanno diradate e poste a un distanza di circa trenta centimetri l’una dall’altra. In altrenativa potete anche acquistare, in primavera, esemplari già sviluppati e trapiantarli ma le piante trapiantate non danno le medesime soddisfazioni, in termini di sviluppo, di quelle seminate.

Le irrigazioni dovranno essere abbondanti durante i periodi di siccità prolungata, tuttavia bisogna avere cura di non creare ristagni idrici; a questo scopo, per le piante in vaso, è utile la coltivazione in contenitori di terracotta e l’eliminazione dell’acqua eventualmente rimasta nel sottovaso.

Le infiorescenze a spiga, che fanno la propria comparsa durante l’estate, vanno subito eliminate per favorire lo sviluppo delle foglie che, una volta raccolte, possono essere consumate fresche oppure congelate o essiccate. Se intendete raccogliere molte foglie per volta, ad esempio per preparare una bella scorta di pesto, è opportuno tagliare la pianta al livello del piede favorendo così l’emissione di nuove foglie.

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