Bombole gpl: quando e dove utilizzarle

di Filomena D'Aniello

Tutte le indicazioni necessarie per affrontare correttamente il tema delle bombole gpl

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Si tratta di gas di petrolio liquefatto e lo si conosce principalmente con il nome di GPL. Si utilizza soprattutto quale alternativa al metano laddove la rete non arrivi o sia necessario un tipo di alimentazione diversa, ad esempio in ambito esterno o industriale.

Trattandosi di un gas inodore e anche completamente atossico, viene però trattato per avvertirne la presenza in caso di perdite onde evitare incendi. Quando si trova nello stato liquido il suo volume si riduce drasticamente, rendendolo estremamente adeguato al trasporto in bombole prima di tornare a quello gassoso. Può sprigionare più energia e calore del carbone e persino del gasolio.

bombole gpl

Dove si usano le bombole gpl

Le bombole gpl trovano quindi applicazione in tutti quegli ambiti dove la connessione alla normale rete del metano sia impossibile o difficoltosa: sono comprese quindi anche zone rurali e campeggi. Le sue emissioni non inquinano in maniera eccessiva né a contatto con l’aria, né con eventuali falde acquifere e per questo si usano spesso anche in dispositivi agricoli per la manutenzione e la cura del verde o del terreno.

Idropulitrici, falciatrici, barbecue e dispositivi per la cottura di alimenti all’aperto sono tra le occasioni più frequenti nelle quali la bombola gpl può essere impiegata. Molte strutture ricettive e di ristorazione che non abbiano altra possibilità utilizzano questo combustibile, così come cantieri mobili ove serva avere riscaldamento e illuminazione, nonché fiere temporanee.

Ovviamente, occorre sempre rifornirsi da rivenditori autorizzati e specializzati che forniscano bombole ad alta tenuta, magari anche con copertura assicurativa e possano rifornire periodicamente laddove necessario. Sul sito di AGN ENERGIA, ad esempio, è possibile trovare maggiori informazioni in merito: https://www.agnenergia.com/it/gpl/bombole-gas-gpl.

Tipologie e uso di bombole gpl

Una bombola a gpl deve essere realizzata in materiale resistente e robusto, ma anche atto al trasporto in piena sicurezza, che non cagioni quindi nessuna fuoriuscita accidentale: di solito si impiega l’acciaio e non pesano mai oltre i 60 chili, ma esistono anche modelli innovativi in vetroresina che è più leggera e altamente coibentata.

Le valvole superiori si aprono per lasciar fluire il gas fino all’impianto di proprio interesse e di solito si chiudono per maggior sicurezza quando la bombola non viene utilizzata. Il tubo stesso, come quello di una qualunque cucina a gas, va sostituito periodicamente e presenta una scadenza.

Il posizionamento delle bombole a gpl deve essere sempre in verticale e in luoghi ove vi sa sufficiente spazio per l’aerazione, soprattutto se utilizzata all’interno di abitazioni o strutture. La capacità va da circa 10 chili a oltre 60 e ovviamente la scelta dipende dal tipo di utilizzo, nonché dalla frequenza.

L’uso di bombole a gpl viene regolamentato da una norma UNI, per la precisione la 7131 del 1999: secondo tale norma, è consentito l’uso purché l’ambiente non sia sotterraneo, perché in caso di fuga questo gas si presenta abbastanza pesante da restare a livello del suolo. Oltre a un adeguato ricambio d’aria, va ovviamente prestata attenzione alle condizioni di utilizzo e qualunque cosa possa cagionare un rischio di incendio va tenuta lontana o comunque sotto controllo.

I rivenditori di bombole le consegnano, sempre per motivi concernenti la sicurezza, piene per l’80% della loro capacità e sono tenuti a riprenderle quando vuote per smaltirle in maniera adeguata e senza rischi prima di effettuare la sostituzione. In questi casi, si sostituiscono di regola anche le guarnizioni e si fa una prova del corretto allacciamento non impiegando direttamente fiamme libere, ma acqua saponata.

Nelle abitazioni private, occorre verificare sempre il rapporto tra lo spazio disponibile e il numero di bombole: in linea generale, non si dovrebbero superare i 40 chili di capacità totale.

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