Carciofi, semina e riproduzione

di Valentina

La fine di aprile e il mese di maggio rappresentano il periodo ideale per seminare e moltiplicare i carciofi, ortaggi molto amati e diffusi spontaneamente nelle zone più calde d’Italia. Questa pianta perenne tipica del mediterraneo, il cui nome latino è Cynara scolymus, è coltivabile per il consumo per circa dieci anni, dopodiché la sua capacità di fioritura svanisce.

La radice è di tipo fittonante e da essa, in questo periodo, se la pianta è a dimora, spuntano le foglie di colore grigio verde e dal centro della rosetta finale spunta poi il fusto ramificato che termina quella che possiamo definire il fiore della pianta. Si tratta di capolini dalla base ingrossata e carnosa, con le brattee a forma di scaglie. Insomma. La parte che noi tutti consumiamo e che in alcune varietà possono anche terminare con le spine.

I carciofi vengono prodotti dalla pianta spontaneamente tra la fine dell’inverno e per tutta la primavera. Se opportunamente coltivata è possibile ottenere una produzione commestibile anche nel periodo autunnale. Il carciofo è una pianta che può essere coltivata sia in pieno campo o in un piccolo orto.

La moltiplicazione può avvenire secondo due metodi: per seme o per via agamica, e quindi attraverso la messa a dimora di carducci (le gemme della pianta madre, N.d.R.). In questo caso bisognerà fare attenzione a staccare delle parti di rizoma muniti di radichette: si può procedere anche all’interramento di ovuli, ovvero di porzioni di fusto dotati di una gemma.

Nel caso vogliate effettuare una semina, essa deve essere eseguita in semenzaio coperto a fine inverno ed in semenzaio protetto in primavera, fino ad aprile. In caso contrario potete effettuare una semina diretta in piena terra, presso il vostro campo di riferimento, nel corso del mese di maggio. In caso di semenzaio, distribuite il seme a file a circa un centimetro e mezzo di profondità.

Photo Credit | Thinkstock

Commenti (2)

  1. grazie avete risposto a quello che avrei domandato.
    BRAVI CIAO Giordano.

    1. ne siamo felici 🙂

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