Coltivare il vischio per Natale

di Valentina

Di vischio se ne parla sempre come pianta portafortuna ed è classico il bacio da scambiarsi sotto di lui. Ma che ne direste se vi dicessimo di provare a coltivarlo da soli per le feste di Natale?

Non è facilissimo né di breve durata ciò che deve essere fatto per coltivare il vischio. Bisogna partire da una bacca matura dello stesso presa da un cespo cresciuto in modo naturale su un albero nei boschi. Di solito è il mese di marzo quello più adatto, ma potete ad ogni modo chiedere consiglio al vostro vivaista di fiducia. La bacca raccolta o ricevuta deve essere poi schiacciata per recuperare il seme. Esso è avvolto da una sostanza appiccicosa. Ora, difficilmente la coltivazione del vischio sarà possibile su un balcone: avete bisogno di un alberello. Per procedere in modo corretto bisogna creare un innesto. Scegliete una pianta la cui corteccia è abbastanza liscia. Sono comunque differenti le piante ospiti che rendono possibile una crescita soddisfacente:

  • Pino
  • Sorbo
  • Susino
  • Biancospino
  • Pero
  • Melo
  • Carpino
  • Acacia
  • Tiglio
  • Mandorlo
  • Ciliegio selvatico

Partiamo da un presupposto: al vischio servono almeno 1 o 2 anni per completare il suo apparato radicale: la pianta completa con tanto di bacche non arriva prima dei 3 anni, ed è strettamente collegata questa tempistica al tipo di albero che fa da ospite. Spesso esso è anche la motivazione alla base di diverse caratteristiche morfologiche della pianta. Ad ogni modo, il vischio, va ricordato, ha bisogno di molta luce e di acqua in quantità abbondanti anche se non eccessive. Il troppo calore di solito ne frena lo sviluppo.

Non dobbiamo dimenticare però che il vischio è una pianta parassita e che la pianta sulla esso viene innestato potrebbe soffrirne e molto. Nel nostro continente sono tre i generi di piante sui quali attecchisce e circa 40 le specie totali di alberi coinvolti. Alcuni più forti ed altri più deboli.

Photo Credits | marilyn barbone / Shutterstock.com

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