Diserbo nell’orto, le tipologie

di Valentina

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Parlando della necessità di eseguire i lavori di manutenzione del prato con l’arrivo della stagione calda si affronta, seppure in senso lato anche l’atto del diserbo. Quello che voglio regalarvi oggi è un quadro riassuntivo dei modi in cui possiamo liberarci delle erbe infestanti nell’orto, affrontando le metodologie più diffuse messe in atto.

Giugno coincide solitamente con il periodo nel quale iniziano a smettere di imporsi le malerbe primaverili ed iniziano a presentarsi quelle estive, capaci di crescere a temperature più alte. Un esempio tra tutte? La portulaca, che raramente mancheremo di trovare in corrispondenza dei nostri ortaggi nell’orto. Al pari di un qualsiasi frutto orticolo, le erbe infestanti sfruttano in maniera ottimale l’irrigazione, la fertilizzazione e la terra lavorata.

La prima tipologia di diserbo fattibile è quella preventiva. Essenzialmente consta nella capacità di bloccare la possibilità di germinare delle malerbe che per ciò che riguarda le graminacee significa eleminarle prima che spighino. Questo farà guadagnare del tempo, sebbene non sarebbe da eliminare dalle opzioni disponibili la completa sdradicazione. Se possedete un orto da lavorare fate attenzione, talvolta potreste essere voi stessi a favorire la germinazione di erbe infestanti impiegando nella semina dei semi non selezionati o ponendo sul terreno dei concimi organici immaturi, che non completamente fermentati potrebbero contenere in loro del materiale ancora in grado di crescere.

Attenzione anche alla vostra compostiera: se le infestanti che potreste trovarvi ad inserirvi sono mature e dotate di semi duri e completi,  potreste incorrere nel rischio della loro sopravvivenza.

E’ ovvio che un diserbo chimico all’interno nell’orto è fuori discussione: non solo le piante ne soffrirebbero ma un atto del genere porterebbe ad un avvelenamento sostanziale del frutti della terra. Discorso analogo deve essere fatto per l’utilizzo del fuoco, davvero poco praticabile. Ecco quindi che le uniche metodologie applicabili sono quelle manuali:

  • la zappatura: deve essere effettuata con un attrezzo dalla lama piccola quando il terreno è umido. Fatto ciò le malerbe si possono lasciar seccare sul terreno.
  • il diserbo a mano,  o con l’ausilio di un piccolo estirpatore, rende possibile agire sulle singole piante ed è il miglior mezzo se si coltivano delle verdure da foglia.
  • l’erpicatura superficiale (lo sminuzzamento del terreno, può essere valido e rappresenta una buona alternativa alla zappatura, ma deve essere condotta con strumenti di piccole dimensioni.
  • l’assolcatura:  si pratica solo nelle colture seminate a file, scavando un solco tra di esse,  interrando in questo modo le piante infestanti. La terra viene appoggiata alle piante in modo tale da sostenerle meglio. Anche in questo caso è bene non agire troppo in profondità.

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