Erioforo o Pennacchi di Scheuchzer

di Valentina

L’erioforo (conosciuto anche sotto il nome di pennacchi di di Scheuchzer) è una delle piante più curiose che possano esistere. Tipico delle zone artiche questo fiore è presente anche in Italia sulle Alpi. Non molto conosciuto rappresenta uno spettacolo alla vista nella sua semplicità.

Si tratta di una geofita rizomatosa, ovvero significa che ha posto di radici “normali” possiede un rizoma che ogni anno emette sia le radici che i fusti che si vedono spuntare dal terreno. Più semplicemente si può definire l’erioforo come una pianta perenne dotata di stoloni orizzontali allungati che può raggiungere dai 30 ai 60 cm di altezza. Le sue foglie sono di tipo lineare e largo e quelle poste più in alto sono caratterizzate da una sorta di guaina “imbutiforme”.

Le sue infiorescenze sono pendule ed ampio e composte da 3-7 spighe ovali, strette che danno vita a dei fiori “pelosi”: piccoli agglomerati cotonosi bianchi di forma pressoché globulare. Per quanto sarebbe interessante provare a coltivare questi fiori, in realtà l’habitat perfetto per la loro crescita è quello tipico delle zone fredde e temperato-fredde dell’Europa, Asia e Nordamerica. Un tentativo potrebbe essere fatto ma consci che la riuscita potrebbe non essere assicurata. L’erioforo cresce bene nella paludi e nelle torbiere, vicino agli stagni e sulle sponde dei corsi d’acqua. E’ una pianta acidofila molto diffusa in tali contesti sopra gli 800 metri di altezza.

 

 

Una curiosità: sopratutto in Europa settentrionale per secoli questa pianta veniva usata, grazie alle sue infiorescenze, nella vita di tutti i giorni. I suoi fiori infatti venivano usati per fare gli stoppini delle candele o imbottire cuscini.

Photo Credit | Pixabay

 

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