Le piante rizomatose

di gianni puglisi

Le piante rizomatose sono quelle che presentano il rizoma, ovvero una modificazione del fusto con funzione di riserva; la parola rizoma proviene da “rizo”, che significa “radice” e dal suffisso “oma”, ovvero “rigonfiamento”. Questo in grossamente in genere possiede un decorso orizzontale ed è interrato.

Tra le piante rizomatose si segnalano molte specie di felci, diverse piante acquatiche, come le ninfee, ma anche altri tipi di piante, come l’iris, il mughetto, lo zenzero e l’asparago. Proprio nell’iris, ma anche in diversi tipi di specie vegetali, il rizoma è ricco di tessuti parenchimatici di riserva che conservano amido. In alcune specie come le Angiosperme, serve anche per la riproduzione, in quanto è dotato di gemme che permettono lo sviluppo di nuovi esemplari; per questo, una tecnica di moltiplicazione vegetativa molto usata, è proprio la divisione dei rizomi.

Dal punto di vista morfologico, il rizoma si presenta come un allungamento ramificato sotto la superficie del terreno, ma può essere anche corto, cilindrico e disposto verticalmente; bisogna fare attenzione a non confondere il rizoma con lo stolone, che invece è un fusto che striscia sopra la superficie del terreno e non sotto.

Per finire, una curiosità: alcuni rizomi sono commestibili e possono essere utilizzati come spezie o verdure; ne sono esempi quelli dello zenzero e della galanga, una spezia molto usata nella cucina tailandese.

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