Ex alberi di Natale piantati nella città?

di Valentina

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Riciclare gli alberi di natale naturali piantandoli nelle città? Potrebbe essere una valida idea. Il loro riutilizzo è un problema che si pone ogni anno. Chi ha un giardino può piantarli, chi non lo ha deve usufruire dei servizi di recupero. E se venissero piantati nelle aiuole cittadine?

Questa è ovviamente una ipotesi che suona decisamente meglio del lasciare che la pianta venga trattata come un semplice rifiuto, evenienza che purtroppo accade molte più volte di quel che si creda. Ed è uno spreco sia per le potenzialità che l’abete può esprimere sul lungo periodo, sia per i soldi effettivamente spesi dalla famiglia per l’acquisto. Fortunatamente negli ultimi tempi, almeno ecologicamente e su alcuni topic, la popolazione sembra essere divenuta più sensibile e quindi non solo fa in modo che l’albero di natale venga riciclato, ma si muove in modo tale da spingere la propria amministrazione a darsi da fare in tal senso.

Ecco quindi l’ipotesi di un riutilizzo cittadino degli abeti .Alcune città si sono già mosse in tal senso ma c’è ancora chi si chiede se tale tipo di intervento possa bastare. Cerchiamo di rifletterci sopra un attimo. Ogni albero recuperato è senza dubbio un albero che potrà esprimersi. Ma il clima? Sarà quello adatto? E’ palese che le temperature tipiche della nostra penisola non siano più le stesse di un tempo e le estati tendono a farsi più calde rispetto al passato. Può un abete, teoricamente albero montano, sopportare un habitat non proprio?

A questa domanda si potrebbe rispondere in tanti modi, partendo dalle cure necessarie per far mantenere all’abete il suo naturale splendore, fino a sottolineare che di certo qualsiasi utilizzo alternativo che consenta alla pianta di vivere sarebbe più auspicabile che venire triturato tra i rifiuti. In molti sostengono che dare il giusto spazio all’abete nelle cittadine non sia possibile per via della sua conformazione e del suo sviluppo. Noi siamo d’accordo per metà: certamente diventerebbe complicato porli ai lati di una strada…ma cosa dire dei parchi cittadini, dove se opportunamente ricollocati potrebbero crescere tranquilli? O ancora, perché non piantarli in quei luoghi dove il disboscamento ha portato a frane pericolose in modo tale non solo da dare nuova vita agli alberi ma anche essere in grado di “rafforzare” il terreno? Pensateci.

Photo Credit | Thinkstock

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