Fiori di ciliegio: sakura tra specie e tradizione

di Valentina

Quando si parla di fiori di ciliegio e di primavera è impossibile non pensare all’hanami ed al termine giapponese sakura con il quale, per l’appunto, vengono indicati i fiori in questione.  Il gioco di colori e luci che questi alberi sono in grado di apportare all’ambiente circostante fa di queste piante l’eccellenza ornamentale. Scopriamo insieme qualcosa di più sulla tradizione e sulle specie di ciliegio utilizzate per decorare le strade.

Anche qui in Italia sta man mano crescendo la passione per l’hanami ed i ciliegi ornamentali. Sempre più persone sono disposte a spostarsi a Roma per godere, nei pressi del laghetto artificiale dell’Eur, della festività giapponese resa possibile dalla donazione di alberi nipponici da parte del comune di Tokio. Facciamo un passo in dietro e rechiamoci in Giappone per analizzare i suoi ciliegi.

La maggior parte dei ciliegi in Giappone appartengono alle varietà Somei Yoshino e Yamazakura, anche se nell’intero stato se ne contano almeno cento varietà differenti in grado di ricreare lo stesso effetto cromatico. Le specie possono essere idealmente divise in base al numero di petali che ogni fiore possiede. E se la maggior parte dei ciliegi selvatici ma anche di quelli coltivati presentano fiori con cinque petali, alcune specie hanno fiori con dieci, venti o più petali. Uno spettacolo incredibile per gli occhi.

La scelta di questa particolare coltivazione è data dal simbolismo implicito che questi alberi hanno. Il sakura a cinque petali infatti richiama fortemente il concetto di punti cardinali e centro tipico del buddismo esoterico giapponese che riconduce automaticamente ai cinque elementi sacri: terra, acqua, fuoco, aria e vuoto. L’elenco dei richiami simbolici potrebbe continuare all’infinito, e tutto basato sul numero cinque.

Da qualsiasi punto di vista venga osservato, il ciliegio giapponese è contemporaneamente simbolo di morte e di rinascita. Di distacco e gloria. Connotazione che nella tradizione perdura da secoli.

Photo Credit | Thinkstock

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