Fitoterapia, proprietà ed usi della primula

di Valentina

Abbiamo scoperto come con i primi freddi in alcuni luoghi, timide primule selvatiche possano crescere e stagliarsi rigogliose nella loro delicata bellezza già ora. Molti di noi però non sanno che i fiori di questa pianta, tanto delicata di aspetto quanto bella a vedersi, possegga delle proprietà particolari in fitoterapia, in grado di aiutarci a mantenere il nostro corpo in salute. Scopriamole insieme.

La fioritura della primula possiede, tra le altre, proprietà diuretiche e sedative. E’ in grado di combattere l’insonnia, le palpitazioni e le vertigini: possiede peculiarità antispasmodiche.  Se si cerca “qualcosa di più”, le radici sono una ottima fonte di benessere, grazie alla loro azione anti-tossine ed espettorante. Tra i due elementi, le radici sono senza dubbio quelle con la maggiore presenza di principi attivi.

Addentriamoci questa volta nella vera e propria composizione chimica dei pricnicpi benefici della primula. Il suo rizoma e le radici sono ricche di saponine triterpeniche, tra cui la primulina, ottima da utilizzare come espettorante e sostanza mucolitica. Spettacolare per curare la tosse grassa.

La primula può essere considerata in fitoterapia un ottimo succedaneo della aspirina: contiene infatti due derivati dell’acido salicilico, la primaverina e la primulaverina, che posseggono delle ottime proprietà analgesiche ed antinfiammatorie. Le sue radici, che come vi abbiamo anticipato adeguatamente sono ricche di sostanze benefiche, sono in grado di essere utilizzate per smorsare il gonfiore delle estremità in caso di gotta ed vengono spesso utilizzate come rimedio alle contusioni.

Fermo restando queste importanti proprietà, proprio per la sua “forza curante” , la primula deve essere utilizzata con parsimonia, senza esagerare. Gli esperti suggeriscono di consumarla sotto forma di tisana calmante  ricavata dai fiori.

In casa può essere utilizzata in tre differenti modi: come decotto, come infuso e come tisana. Il decotto è ottimale se consumato lontano dai pasti per curare bronchiti, asma bronchiale e tutto ciò che riguarda l’apparato respiratorio. L’infuso è un toccasana per il raffreddore, mentre la tisana favorisce il sonno ed il rilassamento.

Photo Credit | Thinkstock

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