Erbe medicinali, la gramigna

di Marion Commenta

La gramigna (Agropyron repens), da sempre considerata nulla più che un’erbaccia infestante, è in realtà una pianta erbacea dalle indiscutibili proprietà medicinali. Nota anche con i nomi comuni di dente canino e grano delle formiche, la gramigna può raggiungere un’altezza pari a un metro e mezzo ed è caratterizzata da lunghi rizomi dai quali si dipartono i fusti eretti dotati di foglie strette e piatte di colore verde che si presentano ricoperte da una fitta peluria; verdi sono anche i fiori, che crescono raccolti in spighe da giugno a settembre.

In virtù del suo contenuto di saponine, mucillagini e sali minerali, alla gramigna vengono attribuite soprattutto proprietà depurative, diuretiche ed emollienti. In particolare, grazie alla sua azione diuretica, la gramigna si rivela utile come coadiuvante, sotto stretto controllo medico, nella cura di problemi di salute quali cistititi, prostatiti e calcoli renali oltre che per il trattamento della ritenzione idrica e degli inestetismi della cellulite, ma trova largo impiego anche come antinfiammatorio, antidolorifico, espettorante e febbrifugo.

In genere viene assunta sotto forma di decotto; tuttavia questo preparato ha un sapore estremamente sgradevole a causa del gusto amaro dell’erba. Al problema si può ovviare almeno in tre modi diversi: aggiungendo del miele per dolcificare la bevanda, miscelando la gramigna ad erbe medicinali dal gusto più gradevole, quali liquirizia e/o eucalipto, oppure sottoponendo l’erba ad una doppia bollitura ed eliminando completamente l’acqua della prima.

L’assunzione del decotto di gramigna tuttavia è controindicata in caso di nefriti e squilibri idroelettrici ed è sconsigliata nel caso si stiano assumendo farmaci con azione diuretica. In ogni caso, in presenza di patologie o malesseri è sempre consigliabile consultare preventivamente un medico.

google-max-num-ads = "1">