Piante medicinali: l’Agrimonia

di Roberta

Pianta eretta con fusto ramificato solo nella parte finale, ricoperto di peluria sul quale sono disposte in modo alternato le foglie imparipennate composte da foglioline ovali con margine dentellato, l’Agrimonia, fiori gialli riuniti in pannocchie semplici.

La fioritura avviene in estate,  quando la pianta raggiunge i 70 cm di altezza.

L’Agrimonia predilige i terreni soleggiati. Cresce spontanea lungo i sentieri, presso le macerie, sui cigli delle strade, nei luoghi isolati, dal piano all’alta collina. In Italia è abbastanza diffusa.

Dell’Agrimonia, si utilizzano le foglie e le sommità fiorite; la raccolta si effettua a fioritura appena iniziata, e la pianta va fatta essiccare in luogo ventilato all’ombra.

Conosciuta anche con i nomi di Eupatoria, Erba Vettonica, Grimonia, l’agrimonia contiene in particolare tannini e un olio essenziale. Ricca di proprietà salutari la pianta viene impiegata per:

  1. curare i disturbi di fegato;
  2. l’insufficienza epatica;
  3. le infiammazioni del cavo faringeo e della bocca;
  4. le malattie dei reni e delle vie urinarie;
  5. il diabete;
  6. i reumatismi;
  7. l’artrite;

Nei disturbi epatici e nei casi di diarrea, si prepara un infuso ponendo 30 g di pianta secca mescolati con altrettanti di parietaria in un litro di acqua bollente e lasciando riposare per dieci minuti. Quindi si filtra e se ne consumano 2 tazze al giorno prese lontano dai pasti.

L’infuso di agrimonia (30 g in un litro d’acqua per 5 minuti) è utile nelle infiammazioni dell’apparato orale e urinario.

Contro la scrofolosi infantile, ossia l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche del collo, si consiglia il bagno. Allo scopo si lasciano riposare 200 g di agrimonia in 2 litri d’acqua fredda per una notte, il giorno seguente si fa bollire per 50 minuti, si filtra e si versa nell’acqua del bagno. In caso di necessità il bagno può essere ripetuto anche nei giorni successivi.

Per combattere i reumatismi e l’artrite si utilizza l’infuso preparato versando 30 g di pianta essiccata in 1/2 l d’acqua bollente e lasciando riposare per 5 minuti. Quindi si filtra e se ne consumano 3 tazze al giorno. Lo stesso infuso, nella proporzione di 15 g per 1/2 l d’acqua bollente, s’addice anche per controllare l’elevato tasso diabetico.

Se in campo alimentare l’agrimonia non trova applicazioni degne di nota,

il suo té, preparato secondo i canoni tradizionali, rappresenterà per il vostro palato una lieta sorpresa.

Allo scopo si lascia in infusione 1 cucchiaino di pianta secca in 250 mi d’acqua bollente per 10 minuti, quindi si filtra e si consuma.

Lo stesso infuso, applicato sugli occhi affaticati sotto forma di compresse e pezzuole per qualche minuto, sarà per essi fonte di sollievo.

Le qualità medicamentose dell’agrimonia erano note fin dai tempi di Plinio il Vecchio che la consigliava nella cura delle malattie del fegato. Questa sua prerogativa le è sempre stata riconosciuta dalla medicina popolare, prerogativa del resto confermata anche dalla scienza.

Il popolo, però, la utilizzava soprattutto per far gargarismi contro le faringiti ed impacchi per gli ascessi

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