Irrigazione: qualche curiosità su questa pratica

di Valentina

Irrigazioni: una parola che davvero apre un vero mondo di fantasie nella mente di chi la ascolta. Questo perché quasi sempre porta a pensare a vasti spazi verdi o orti pieni di verdeggianti ortaggi. Il tutto viene visto su scala davvero ampia. La realtà dei fatti può essere ben diversa. Specialmente se si ha voglia di prendersi cura in maniera ottimale del proprio giardino spendendoci un pizzico di più tra soldi ed impegno. Inutile sottolineare che i risultati non mancheranno, ovviamente.

Vediamo di fare un piccolo excursus di questa pratica e di presentarne le sue varianti più diffusi, fermo restando di arrogarci il diritto di affrontarle man mano nello specifico con maggiore attenzione.

Quando si parla di irrigazione si parla di una pratica davvero antichissima. Avete presente la zona mediorentale posta tra il Tigri e l’Eufrate? SI tratta di uno dei primi episodi di storia che tutti quanti noi abbiamo studiato in giovinezza.  Il primi sistemi di irrigazione vennero messi a punto proprio in quel luogo migliaia di anni fa per far sì che le popolazioni potessero contare su un raccolto abbondante nel corso dell’anno anche negli orti posti al centro della vallata, dove l’acqua arrivava solo in occasione delle grandi piene primaverili dei due fiumi.

Il sistema di canali di irrigazione messo a punto dai popoli della zona fu poi copiato dagli Egizi e con almeno un millennio di ritardo anche nel resto dell’Europa e del mondo. In Italia, zona di per sé già molto fertile e provvista di un gran numero di fiumi, l’irrigazione come pratica trova prima testimonianza nell’agronomo Agostino Gallo nel 1500, rimanendo pressochè stabile ed immodificata fino ai primi del 900, con il realizzarsi dell’era moderna.

Quali sono le tecniche di irrigazione più diffuse? E’ presto detto. Vi è quella finalizzata all’incremento della resa, ovvero una delle tecniche più antiche e quindi basata sull’apporto di acqua per reintegrare quella assorbita dalle piante e non pervenuta alle stesse per mezzo di fenomeni atmosferici. Vi è ancora quella normale, ovvero quella quotidiana necessaria alla crescita ed allo sviluppo delle piante soddisfacente il fabbisogno idrico primario. Non bisogna dimenticare poi quella di soccorso, che si effettua quando in un terrendo si verificano delle condizioni climatiche tali da pregiudicare la rendita della coltura posta in atto nello stesso.

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