Il melo e la sua coltivazione

di Michele Commenta

Il melo è una delle più antiche piante coltivate dall’uomo; sappiamo che le leggende fanno risalire al passato più remoto della civiltà umana la comparsa di questo albero da frutto, parallelamente all’inizio della coltivazione del terreno agricolo da parte dell’uomo e del suo interesse verso l’agricoltura.

Il melo è una pianta che definirei globale: è diffusa in tutto il mondo e si stima ci sia una produzione annua di quindici tonnellate di mele raccolte ogni anno soltanto in Europa. La nostra penisola, insieme alla vicina Francia, è una delle maggiori produttrici di questo piacevole frutto, con una quantità di circa due tonnellate per Paese, sia per l’Italia che per la Francia.

Si è assistito, a lungo raggio, ad una diversificazione nella coltivazione del melo: si è passati da una coltivazione in pianura ad una coltivazione in collina, con una conseguente valorizzazione commerciale dello stesso prodotto in alcune aree geografiche rurali.

Le caratteristiche del frutto sono fondamentalmente influenzate dall’ambiente di produzione: il clima delle aree collinari e montane favorisce la colorazione dei frutti, rendendo la polpa croccante e succosa. La maggiore umidità ambientale della pianura, invece, insieme alle alte temperature, diminuiscono il colore delle mele e talvolta rendono l’epidermide rugginosa. Con una insolazione maggiore durante la stagione vegetativa, le mele di pianura raggiungono spesso un contenuto zuccherino maggiore.

Risulta quindi difficile stabilire quale sia il prodotto migliore, anche perché oltre alla zona geografica la qualità delle mele dipenderà anche dall’esperienza nella coltivazione e dalle capacità del coltivatore diretto. Ci sono diverse tecniche di coltivazione del melo, che vengono usate per far crescere e fruttificare al meglio questa pianta: palmetta e fusetto.

L’irrigazione del melo è fondamentale per la produzione di frutti, così come la concimazione, nel giusto periodo dell’anno. Si consiglia di effettuare una potatura di tipo meccanico, considerando l’habitat di fruttificazione. Si adopererà la potatura verde su piante giovani, con una eliminazione dei rami fuori misura. Negli impianti di coltura intensiva si usano bioregolatori per controllare l’equilibrio vegeto-produttivo nelle diverse fasi di crescita del frutto. Il contenimento dell’apparato radicale invece, risulta secondario.

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