Nepeta Cataria, la pianta amica dei gatti

di Gioia Bò

Per chi possiede degli animali domestici, in special modo un gatto, non sempre è facile avere un bel giardino curato, a causa dell’eccessiva esuberanza del nostro amico a quattro zampe, che spesso si traduce in vera e propria devastazione del nostro angolo verde.

Come conciliare quindi il desiderio di avere un bel giardino fiorito con la voglia di possedere un amico felino? Semplice, basta piantare una Nepeta Cataria, una pianta estremamente amata dai gatti per alcuni effetti particolari che influiscono sulla loro psiche.

Si tratta di una pianta erbacea che cresce generalmente in terreni incolti, pur sopportando magnificamente la coltivazione domestica. Ha foglie ovali, opposte e dentate, di colore verde sulla pagina superiore e bianco in quella inferiore per via della peluria che le ricopre su tutta la superficie. I fiori sono bianchi o azzurri, riuniti in spighe terminali. Ma veniamo all’argomento che maggiormente ci interessa: perché è tanto amata dai nostri amici gatti?

La Nepeta Cataria contiene una particolare sostanza chiamata Nepetalactone, capace di attirare il gatto e di eccitarlo in maniera significativa. Dopo il contatto con la pianta, il nostro amico felino per alcuni minuti sarà il più docile degli animali, circondadovi di tenere fusa.

Passato l’effetto, il gatto tenderà ad allontanarsi dalla pianta “del piacere”, per cercarne poi nuovamente gli effetti a distanza di un paio d’ore. Per intenderci meglio, diciamo che la Nepeta Cataria influisce sulla psiche del gatto un po’ come la Canapa su quella dell’uomo, ma senza danni.

Occorre preciasare, però, che non tutti i gatti sono attratti dalla pianta e che il fenomeno è stato riscontrato soprattutto negli esemplari giovani. Come facciamo a sapere se il nostro amico a quattro zampe subisce l’influenza della Nepeta Cataria? Beh, non ci resta che provare a collocare qualche pianta qua e là  nel nostro giardino e poi osservare il comportamento del gatto. Per evitare che distrugga le nostre amate aiuole, vale la pena tentare, no?

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