Orchidee a forma di insetto: il genere Ophrys

di Valentina

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Qualche giorno fa abbiamo visto come la natura faccia degli “stupendi” scherzi, regalandoci dei fiori molto somiglianti ad animali di ogni genere. Sono le orchidee in particolare a conquistare il premio come “migliori attrici”. Diversi generi di orchidea, spesso riconducenti a fiori piuttosto rari, rimandano infatti a fattezze non vegetali. Tra di loro uno dei più curiosi è il genere Ophrys, il quale da vita a dei graziosi fiori che ricordano le principali tipologie di insetto diffuse.

Lo spettacolo che si staglia davanti gli occhi è disarmante ed emozionante: ad un occhio poco attento sembra semplicemente che su fiore sia posato uno dei tanti esemplari entomologi facilmente riscontrabili nella stagione primaverile ed estiva. Solo avvicinandosi un po’ di più si scopre la loro effettiva conformazione. Il genere Ophrys è di origine europea. Ed a differenza dell’orchidea scimmia sudamericana, anche nel nostro paese è possibile imbattersi in esemplari di particolare bellezza ed aspetto. Uno tra tutti? L’orchidea ape, la Ophrys apifera.  Ma abbiamo anche l’Ophrys bombyliflora, il fior di bombo e l’Ophrys sphegodes conosciuta con il nome di fior di ragno.

Queste spettacolari specie di orchidee hanno messo in atto un adattamento evolutivo che consentisse loro di poter contare su una sicura metodologia di riproduzione. Non dobbiamo infatti dimenticare che questi fiori allo stato naturale per riprodursi non usano assolutamente l’aiuto dell’uomo, ma fanno in modo di assoggettare la natura ai loro bisogni. Il loro particolare aspetto infatti attira in modo efficace gli insetti ai quali assomigliano, soprattutto grazie all’emissione di specifici feromoni in grado di attirare l’animale “impollinatore” ove necessario.

L’insetto, scambiano il fiore per la propria femmina tenterà di fecondarlo, caricandosi del polline e portandolo su un altro fiore, favorendo in questo modo un’impollinazione naturale. L’Ophrys apifera, diffusa in Italia, possiede poi una particolarità che le altre orchidee dello stesso genere non possiedono: quella di provvedere ad un’autoimpollinazione efficace alla riproduzione.

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