Oziorrinco dell’olivo, insetto parassita

di Valentina

Tra gli insetti parassiti che colpiscono gli ulivi vi è l’Otiorrhynchus cribricollis, ovvero l’Oziorrinco dell’olivo. Sono molte le specie di coleotteri appartenenti a questo genere, ognuno con “vittime” arboree predestinate. Questo appartenente alla famiglia dei Curculonidi si diffonde facilmente anche sugli agrumi, la fragola ed erba medica. Fate quindi attenzione a non favorire la sua diffusione.

E’ abbastanza facile riconoscere questo insetto, anche se le piante possono essere colpiti da altre specie di Oziorrinco. L’adulto è lungo circa 8 mm ed è di colore brunastro. Non possiede ali posteriori mentre le elitre sono saldate tra di loro. Le larve sono del vermi bianchicci-giallastri di uguali dimensioni senza zampe. Al contrario di ciò che accade spesso con i coleotteri, i maggiori danni  sono causati dall’esemplare adulto di Oziorrinco dell’olivo. Questo perché di notte lasciano il rifugio che si conquistano il giorno nel suolo e si spostano sulle piante per mangiarne le foglie. Essa è facilmente riconoscibile perché attacca direttamente i bordi fogliari creando delle vere e proprie smarginature.

La loro pericolosità si accentua quando ad essere attaccate sono delle piante giovani, in particolare nei vivai o in luoghi dove la coltivazione inziale degli ulivi avviene in vaso. Le larve infatti, in caso di attacco a piante in piena terra, si cibano delle radici delle piante che nascono sul terreno. In caso opposto attaccano le radici dell’ulivo, portando pian piano alla morte dell’alberello.

L’Oziorrinco dell’olivo sverna come larva e fuoriesce come adulto nell’estate. Le uova vengono deposte al suolo, dove la larva compie il suo percorso di crescita. Il rifugiarsi nel terreno dell’Oziorrinco è una manovra protettiva che lo stesso mette in atto nei confronti delle alte temperature estive. La sua vita quindi, a meno che non si prendano provvedimenti seri, scorre insensibile alla meteorologia che contraddistingue la stagione.

L’Oziorrinco dell’olivo, al contrario di altre specie ad esso correlate, viene combattuto con delle armi chimiche non dannose per le piante stesse. Basta una semplice geodisinfestazione attorno alla pianta per fermarle. Un metodo contadino spesso usato è anche quello di sistemare sulla pianta delle piccole trappole appiccicose nelle quali gli insetti rimangono intrappolati nella loro risalita verso la pianta.

Photo Credit | Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.